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L’ipocrisia di chi scopre ora la scuola classista - Seconda parte

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Dovrebbe esserci per il tradimento dell’impegno che la Costituzione impone allo Stato Italiano di rimuovere tutte le cause di discriminazione tra i cittadini: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.» (Art. 3 Cost. It.). Ora il mondo politico, i sindacati e le associazioni si trovano davanti cittadini che domandano con forza per l’Italia, come avviene in tutta Europa, la libertà per i genitori di scegliere fra una buona scuola pubblica statale e una buona scuola pubblica paritaria a costo zero, avendo pagato le tasse.

Ma soprattutto, a 20 anni dalla legge 62/2000, le scuse della reproba scuola romana non servono a nessuno. L’unico passaggio, di fatto, che la storia suggerisce è 1. l’individuazione del costo standard di sostenibilità per allievo nelle forme che si riterranno più adatte al sistema italiano, 2. la conseguente possibilità di scegliere, per la famiglia, fra buona scuola pubblica statale e buona scuola pubblica paritaria.

Si innescherebbe così un circolo virtuoso che romperebbe il meccanismo dei tagli, conseguenti a sempre minori risorse (perché sprecate) che producono a loro volta altro debito pubblico. Il Welfare non può sostenere altri costi; non a caso il Principio di Sussidiarietà, oltre ad avere una valenza etica, è anzitutto un principio economico prioritario. Europa docet.

Dario Antiseri con Anna Monia Alfieri, 20 gennaio 2020

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10.03.2000/20 ... Il ventennio della Legge sulla Parità in tempi di Coronavirus - Formiche.net
8 Marzo 2020 13:00

[…] delle lezioni con collegamenti da remoto e poi ci sono le scuole in difficoltà…. Quasi fosse una sorpresa. Eravamo ancora in una fase di emergenza che interessava la Lombardia e Il Veneto. Dopo pochi […]

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La Scuola classista che (d'un tratto) sdegna - Formiche.net
24 Gennaio 2020 14:31

[…] Lo sdegno si consuma in tre giorni, il tempo sufficiente di una notizia flash che ripete il solito cliché, senza i necessari approfondimenti, perchè senza colpi di scena la gente cambia canale. Si invocano le pubbliche scuse della preside nei tempi televisivi fatti di sdegno radical chic, di show, di teatro dell’assurdo. Il giornalista che accosta termini come “scuola pubblica classista” non si rende minimamente conto, insieme ai politici di turno e a 20 anni dalla legge sulla parità, che il sistema scolastico italiano non è inclusivo. E’ tutta classista, la scuola. Incostituzionale. Il ricco sceglie e il povero si accontenta. […]

step
step
21 Gennaio 2020 14:09

Ma magari si distinguesse per censo!

wisteria
wisteria
21 Gennaio 2020 11:50

Aggiungo che la scuola non può cancellare le differenze, che non sono solo sociali, ma anche naturali, come il talento, la bellezza, ecc. Crescere comporta accettarle per migliorarsi fin dove possibile.

Purtroppo chi è più talentuoso e dotato, incontrerà sempre il mobbing e dovrà farci i conti.

wisteria
wisteria
21 Gennaio 2020 11:45

La scuola italiana era molto buona, sia nel pubblico sia nel privato. Ovviamente chi poteva permettersi la scuola privata la sceglieva per assicurarsi un ambiente più raffinato. Inutile negare questa esigenza, che diventerà in futuro sempre più stringente, visto che nelle classi ci sarà una preponderanza di elementi non italiani.

Se la scuola italiana è decaduta, in entrambi i settori, ciò si deve alle lauree facili dal ’68 in poi, che hanno messo in cattedra docenti per lo più scadenti, e al comando ministri ancor più carenti. Lo abbiamo spesso osservato in questo blog.

marcor
marcor
21 Gennaio 2020 11:27

Ribadisco che la maggior parte delle scuole private fanno più schifo di quelle pubbliche.

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
21 Gennaio 2020 3:46

Tutto questo bailamme é il solito prodotto di legislatori inadegueti a concepire i risultati prossimi e lontani della loro incapactá. Debbo essere stato fortunato perché frequentai la scuola pobblica dal 1934 al1944, e quello che mi fu sempre chiaro era che chi non ce la faceva cambiava e andava a scuola dai preti. Non ho mai sentito parlare di scuole paritarie ma solo di esami di Stato di cui quello di Maturitá era l’ostacolo finale. In poche parole la scuola pubblica era eccellente e e le scuole private, inferiori, con un esame di Stati di Maturitá a cui nessuno scappava per entrare all’Universitá

lucia
lucia
20 Gennaio 2020 17:23

l’ attenzione alle diversità e alle disabilita’ è più facile trovarla nelle scuole paritarie: del resto c’ è anche chi elimina il ministero alle disabilita’