
Che i rapporti tra Stati Uniti e Regno Unito, dopo l’elezione di Donald Trump e Keir Starmer, siano peggiorati non è un mistero. Ma è difficile immaginare che i due Stati angolofoni non si supportino in caso di operazioni militari. Ecco perché fa notizia la “delusione” che traspare dalle parole del presidente Usa nei confronti del collega britannico. In un’intervista al Telegraph, The Donald ha criticato l’iniziale rifiuto del governo di Sua Maestà di fargli usare la base aerea Diego Garcia alle isole Chagos per sferrare attacchi contro l’Iran.
Trump è convinto che si tratti di un rifiuto “mai successo prima fra i nostri Paesi” e che Starmer “ha impiegato troppo tempo” per cambiare idea. In un primo momento, il Regno Unito aveva negato agli Stati Uniti il via libera ad usare le basi di Diego Garcia e Raf Fairford parlando di “violazione del diritto internazionale”. Poi però domenica sera Starmer ha ceduto e ha consentito l’accesso agli americani a “scopi difensivi specifici e limitati”.
Intanto anche il fronte interno per Starmer si fa sempre più caldo. La destra ha infatti invitato il premier a scendere in campo al fianco di Trump nella sua guerra contro l’Iran. La sinistra invece lo accusa di aver ceduto agli americani, rendendosi complice di un conflitto “illegale”. Anche il governo di Cipro s’è detto irritato e chiede garanzie che l’uso della base militare della Raf sull’isola venga utilizzata solo “a scopi umanitari”. L’annuncio del premier britannico, infatti, ha innescato subito una serie di raid di Teheran: nelle prime ore del 2 marzo 2026, un drone ha colpito la base militare britannica della Royal Air Force (RAF) ad Akrotiri, situata nel sud di Cipro vicino a Limassol. L’incidente ha attivato le sirene e costretto i militari britannici a iniziare un’evacuazione parziale. La base è entrata immediatamente in stato di allerta e sono decollati aerei militari per rispondere alla minaccia. Secondo quanto dichiarato dal Ministero della Difesa britannico, “le forze britanniche stanno rispondendo a un sospetto attacco con droni”. Non ci sono state vittime, tuttavia sono stati riportati solo alcuni danni limitati.
Misure di sicurezza rafforzate e trasferimento del personale
Dopo l’attacco, le misure di sicurezza presso la base di Akrotiri sono state rafforzate, in particolare contro i droni, ma non hanno impedito completamente il superamento delle difese locali. Ai familiari del personale militare britannico è stato chiesto di evacuare la base per motivi di sicurezza. Fino a nuova comunicazione, saranno trasferiti altrove a Cipro per evitare situazioni di pericolo. Nel frattempo, l’aeroporto internazionale di Paphos, nelle vicinanze, è stato evacuato intorno alle 12:45 dello stesso giorno, dopo il rilevamento di un altro drone nello spazio aereo riservato.
Secondo le autorità britanniche, il drone potrebbe essere stato lanciato dall’Iran o da un suo alleato nella regione, come Hezbollah in Libano, ma non è ancora stato confermato ufficialmente. Le stime indicano che il drone potrebbe essere stato lanciato prima dell’annuncio del primo ministro britannico Keir Starmer, che ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi militari britanniche nella regione per colpire i siti missilistici iraniani. Starmer ha specificato che questa decisione serve a proteggere vite umane e che le basi saranno utilizzate solo per azioni difensive limitate.
L’attacco ha portato l’isola di Cipro a un livello di massima allerta. Il ministero dell’Interno cipriota ha ordinato l’evacuazione obbligatoria dell’area di Akrotiri, coinvolgendo anche diversi residenti locali. Inoltre, l’allerta ha avuto conseguenze anche sul piano diplomatico: una riunione dei ministri degli Affari europei dell’Unione Europea prevista sull’isola è stata rinviata a causa delle ripercussioni sui voli diretti verso Cipro.
Reazioni internazionali e ruolo del Regno Unito
Nel contesto internazionale, il Regno Unito ha chiarito la propria posizione attraverso il viceministro degli Esteri Hamish Falconer, che ha dichiarato: “Il Regno Unito non è in guerra“. Falconer ha ribadito che le forze britanniche non saranno direttamente coinvolte negli attacchi, ma hanno autorizzato l’utilizzo delle basi da parte degli Stati Uniti per azioni difensive. Anche Israele ha accusato l’Iran di tentare di coinvolgere l’Europa nel conflitto, con l’ambasciatore israeliano in Germania, Ron Prosor, che ha richiamato l’importanza della clausola di mutua assistenza dell’articolo 42 del Trattato dell’Unione Europea, data la posizione strategica di Cipro come Stato membro.
La risposta europea e internazionale
Francia e Germania stanno valutando misure di difesa per prevenire ulteriori escalation. La Francia ha inviato la portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale, mentre la Germania sta discutendo con gli Stati Uniti sull’eventuale blocco delle rotte petrolifere nella regione, in seguito all’operazione Epic Fury. Mentre l’attenzione internazionale resta alta, la situazione a Cipro rimane circondata da timori per nuove potenziali minacce.
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