
Una giornata, un mezzo buco nell’acqua. È stata confermata la decisione dell’Iran di non partecipare ai colloqui previsti in Pakistan. Le discussioni erano state organizzate per affrontare questioni legate alla crisi in corso tra Stati Uniti e Iran. Il governo iraniano ha comunicato che Teheran non prenderà parte agli incontri di Islamabad. Questa mossa arriva in un momento in cui le relazioni tra i due Paesi sono già tese, con accuse reciproche e problemi di comunicazione.
In una successione di eventi legati alla crisi, il governo degli Stati Uniti ha deciso di rinviare a tempo indeterminato il viaggio di JD Vance a Islamabad. Secondo le dichiarazioni rilasciate dai media, il viaggio è stato sospeso dopo che l’Iran non ha risposto adeguatamente agli inviti a partecipare ai colloqui. Vance aveva partecipato a diverse riunioni alla Casa Bianca lo stesso giorno, indicando come priorità un confronto diretto con le autorità iraniane.
Trump rinnova le minacce e prolunga la tregua
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato di aver esteso il cessate il fuoco con l’Iran, specificando che durerà fino alla presentazione formale della proposta iraniana. Nelle sue dichiarazioni, Trump ha fatto pressioni su Teheran chiedendo il rilascio di otto donne che rischiano l’impiccagione, considerandolo un atto necessario per favorire un dialogo. Ha aggiunto: “L’Iran non ha altra scelta che un accordo”. “Considerato il fatto che il Governo dell’Iran appare gravemente frammentato, circostanza non inattesa, e accogliendo la richiesta del Feldmaresciallo Asim Munir e del Primo Ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato domandato di sospendere il nostro attacco contro l’Iran finché i suoi leader e rappresentanti non saranno in grado di formulare una proposta unitaria”, ha annunciato Trump su Truth Social. “Ho pertanto impartito istruzioni alle nostre Forze Armate di mantenere il blocco (nello stretto di Hormuz) e, sotto ogni altro aspetto, di restare pronte e operative; di conseguenza, prolungherò il cessate il fuoco fino al momento in cui la loro proposta sarà presentata e le discussioni saranno concluse, in un senso o nell’altro”.
Reazioni dall’Iran
Da parte sua, l’Iran ha ribaltato le accuse, sostenendo che gli Stati Uniti non hanno rispettato i termini del cessate il fuoco. I media iraniani hanno riferito che una petroliera di Teheran sarebbe stata fermata dagli americani per presunta violazione di un blocco navale imposto dagli Usa. Inoltre, l’Iran ha dichiarato di essere pronto a rispondere ad ogni forma di violazione degli impegni da parte del “nemico”. “Negli scambi di messaggi degli ultimi giorni”, si legge in un lancio dell’agenzia di stampa semi ufficiale iraniana, “gli Stati Uniti non avrebbero fatto passi indietro rispetto alle loro richieste considerate eccessive e contrarie ai diritti fondamentali del popolo iraniano, e non si sarebbero registrati progressi significativi nei messaggi scambiati. Per questo motivo, l’Iran ha infine dichiarato oggi che, in tali condizioni, partecipare ai negoziati sarebbe una perdita di tempo, poiché gli Stati Uniti impedirebbero il raggiungimento di qualsiasi accordo adeguato. Di conseguenza, non si terrà alcun incontro con la parte americana”.
“Sicurezza rafforzata a Islamabad
Nel frattempo, la città di Islamabad ha adottato misure di sicurezza straordinarie a causa delle tensioni. Nonostante ciò, i trasporti pubblici, tra cui i bus, hanno ripreso a funzionare per ora, anche se molte aree della città rimangono sotto controllo militare. Si attendono ulteriori sviluppi sulle azioni dei mediatori pachistani e sul possibile arrivo di una delegazione iraniana, poco probabile vista la situazione attuale.
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