
Lo avevamo detto, che sarebbe finita così. E che era uno scandalo. Questi croceristi della domenica saliti a bordo della Flotilla hanno navigato per giorni verso la Striscia di Gaza, ignorando gli avvertimenti di Israele, ignorando gli appelli del governo italiano, di Sergio Mattarella, dei governi di mezza Europa, respingendo pure la mediazione per far arrivare davvero gli aiuti ai palestinesi e facendosi infine arrestare. Una missione inutile, controproducente (dove finiranno i viveri) e soprattutto costosa, per i contribuenti italiani.
Non solo abbiamo dovuto tirare fuori dalle casse statali, cioè dalle tasche di chi paga le tasse, soldi e soldi per far navigare due Fregate vicino alla Global Sumud per proteggerla non si sa bene da cosa (hanno scelto il rischio? Se ne assumano le conseguenze). Ma adesso scopriamo che, con ogni probabilità, dovremo anche pagare il biglietto aereo di questi scappati di casa che, fermati dall’Idf, verranno rimandati indietro.
Le operazioni dipendono da come si è svolta la nottata. Per quanto riguarda la nave Karma dell’ong Arci con a bordo, tra gli altri, l’onorevole Arturo Scotto e l’europarlamentare Annalisa Corrado, entrambi del Partito Democratico, questa dopo l’alt della Marina israeliana si è “staccata dalla Flottiglia” ed è stata autorizzata a sbarcare ad Ashdod. “La nostra ambasciata sta cercando di fargli avere un’ ulteriore autorizzazione a sbarcare gli aiuti umanitari e a ripartire con i due onorevoli per Cipro”, ha spiegato Antonio Tajano alla Camera.
Diverso il caso di chi ha ignorato l’alt. Entro la fine della mattinata le autorità israeliane “dovrebbero completare le operazioni di trasferimento di circa 400 membri della flottiglia nel porto di Ashdod”. L’europarlamentare Scuderi di Avs e il senatore Croatti del Movimento 5 Stelle, che erano a bordo della barca Morgana, sono stati fra i primi ad essere trasferiti nel centro di identificazione e detenzione temporanea del porto israeliano. Poi stasera, insieme agli altri e dopo lo Yom Kippur, verranno trasferiti in autobus alla struttura detentiva di Ben Sheva dove riceveranno le visite consolari italiane, visita che verrà ripetuta anche domenica. “Le autorità israeliane sono intenzionate a fare un unico provvedimento giudiziario di espulsione coatta di tutti i membri della Flotilla – ha aggiunto il ministro degli Esteri – Li trasferirebbero lunedì 6 e martedì 7 all’aeroporto di Ben Gurion e con due voli li manderebbero in due distinte capitali europee”. Per ora “hanno chiesto Madrid e Londra, ma vedremo. Non credo che i voli arriveranno in Italia”.
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E chi paga? Qui le cose si complicano. Se Israele li spedisse con i suoi aerei in Europa, sarebbe forse tutto a carico di Tel Aviv. Fonti del team legale della Flotilla sentite dall’Ansa, però, sono convinti che alla fine a rimetterci sarà Pantalone. Cioè tutti noi: “Per gli italiani bloccati dalle forze israeliane nel Mediterraneo ci sarà un volo speciale organizzato dalle autorità italiane. Per cui al momento sembra improbabile che paghino e che su questo abbiano spese a loro carico”. Capito?
Loro si fanno la crociera. Loro ignorano Mattarella. Loro cercano di forzare inutilmente un dispositivo militare. Loro combattono le loro battaglie politiche. E noi paghiamo. Non vi fa un po’ schifo? A noi sì. Quindi speriamo vivamente che alla fine gli italiani non siano costretti anche a subire quest’onta.
La Vipera, 2 ottobre 2025
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