
“Uccide il compagno e simula una morte naturale: arrestata”, questo l’eclatante titolo di un lungo servizio trasmesso mercoledì scorso dall’Estate in diretta, in onda il pomeriggio su Rai1.
Si tratta del caso di una donna di 63 anni, fisico molto minuto, accusata di aver soffocato il marito, all’epoca 58enne, che a giudicare dalle foto pesava 3 o 4 volte l’accusata. Accusata, dunque, e non ancora rinviata a giudizio, malgrado il servizio pubblico, in linea con la stragrande maggioranza dei giornali, abolisce di fatto la presunzione di innocenza anche in questo caso. Un caso su cui si indaga dal gennaio del 2023 che, tanto per cambiare, si fonda sulle classiche e “solide” basi indiziarie.
Ora, che ad infischiarsene dell’articolo 27, comma 2, della Costituzione, secondo cui “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva, è, ad esempio, il Fatto Quotidiano ci può stare (“Ha strangolato il compagno simulando la morte naturale: arrestata donna a Gioia Tauro”, il titolo di un suo pezzo), ma quando a farlo è il servizio pubblico, pagato profumatamente dai contribuenti italiani, non possiamo accettarlo.
Non possiamo accettare che la Rai, attraverso alcuni dei suoi programmi di approfondimento, come nel caso in oggetto, si allinei agli organi di stampa forcaioli, sempre pronti a sbattere il mostro in prima anche per un semplice avviso di garanzia.
In questo senso mi permetto di mandare un deciso toc toc alla Commissione parlamentare di vigilanza la quale, evidentemente, sembra troppo spesso distratta dal lato di un garantismo Rai a corrente alternata. A mio avviso, data la grande influenza che soprattutto le tv esercitano sull’opinione pubblica quando si occupano delle vicende giudiziarie, occorrerebbe di stabilire un protocollo che impedisca di anticipare le sentenze definitive quando non c’è stato neppure in rinvio a giudizio. Altrimenti, potremmo anche risparmiarci le spese e la fatica di un lungo inter giudiziario, celebrando direttamente i processi negli studi televisivi.
Claudio Romiti, 2 agosto 2025
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