
Non c’è che dire: le ultime vicende relative alla fiera di Roma “Più libri più liberi” dimostrano in maniera incontrovertibile che il miglior sponsor alla destra è proprio la sinistra. La polemica e i relativi forfait derivati dalla partecipazione alla kermesse capitolina di una casa editrice etichettata come “neofascista”, o peggio neonazista, altro non hanno fatto che conferire a quest’ultima un’enorme notorietà mai acquisita prima. Non sono ipotesi. Dallo stand di Passaggio al Bosco, infatti, fanno sapere a Nicolaporro.it che lo stand è affollatissimo in ogni minuto della giornata, dalla mattina con le scolaresche dei licei e il pomeriggio con tutti i visitatori. Senza dubbio, come può confermare chi è alla fiera, è lo stand più visitato. Tecnicamente il tutto va “oltre ogni altra aspettativa” sia per la vendita che per la curiosità. A quanto risulta a Nicolaporro.it, sono molti anche i lettori dichiaratamente di sinistra che si presentano alla cassa per acquistare libri in solidarietà contro la censura imposta dall’ottantina di presunti intellò radical chic.
Tra i titoli più venduti ci sono: “Psicopatologia dei radical chic”, “Camerata”, “Coraggio”, “La rivoluzione conservatrice”. In fondo nelle ultime ore non si parla d’altro e, come di consueto, gli esponenti dell’intellighenzia di sinistra non hanno cercato di scardinare una narrazione che loro definiscono “tossica” o “pericolosa”, possibilmente chiedendo un confronto pubblico con l’editore incriminato elencandogli così a favore di microfoni tutti gli errori che questo compie nel promuovere certi contenuti o nell’elevare culturalmente certi personaggi. Tutt’altro, hanno scelto la via più comoda: abbandonare la nave barricandosi dietro uno dei loro cliché sempreverdi, ovvero quello di non voler condividere uno spazio con gente a loro dire indegna, antidemocratica, pericolosa, nazista. Nulla di nuovo.
Ma se da Zerocalcare, Barbero e compagname vario questa reazione poteva essere pronosticabile, certamente risulta incomprensibile la scelta dell’amministrazione comunale. È a dir poco ridicolo che il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, non si presenti al taglio del nastro inaugurale di una mostra con 600 case editrici per via dei problemi che sono nati a causa dell’iscrizione di un singolo editore. È davvero uno teatrino lavativo, simbolo del tipico atteggiamento di chi per evitare problemi mediatici sceglie di stare a casa piuttosto che di fare i dovuti distinguo del caso, magari cercando di stemperare e di argomentare come una polemica di questo genere non debba sottrarre spazio o visibilità a 599 case editrici indipendenti che trovano in “Più libri più liberi” un’enorme possibilità di emergere.
Così la Sinistra italiana crea dei mostri e poi, essendo supponente nel suo genoma, neanche li combatte. Rimane sul divano invitando a disertare una fiera pluralista e dal grande valore culturale.
Sostanzialmente, dovessero davvero tornare i nazisti (e non è certo questo il caso considerato anche che nella stipula del contratto di partecipazione la casa editrice sottoscrive di aderire ai valori della Costituzione italiana, dichiarazione dunque anche sottoscritta dalla famigerata “Passaggio al Bosco”) gli esponenti di sinistra se ne starebbero in panciolle potendo poi al massimo vantarsi di aver avvisato su Instagram. Uno strano modus operandi da parte di chi si riempie la bocca millantando di essere la fazione che difende la Democrazia.
Ciò detto, come visto la quantità di volumi venduti da “Passaggio al Bosco” prima e dopo questa polemica dimostra che gli intellò hanno cucinato un autentico autogol. Come già successo in passato con i libri su Salvini o quelli di Vannacci, con un discreto intervallo di confidenza si può sostenere che, dopo le intemerate dei soliti noti sapientoni de sinistra, la casa editrice conservatrice acquisirà nuovi clienti. Qualcuno che ordinerà un paio di volumi nostalgici, non tanto per vicinanza ideologica quanto più per fare un torto ai Mr “so tutto io”, ci sarà. Vuoi vedere che il direttore editoriale di “Passaggio al Bosco” per sdebitarsi dovrà regalare una pantagruelica cesta di Natale a Zerocalcare?
Alessandro Bonelli, 5 dicembre 2025
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