Lo strano caso dei vaccini cinesi

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Qualche giorno fa, l’Oms ha dato il via libera al vaccino cinese di Sinopharm, che ha dunque superato le verifiche su sicurezza ed efficacia. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la Cina dovrebbe partecipare all’iniziativa per la distribuzione dei sieri nei Paesi in via di sviluppo, per facilitare il loro accesso alle immunizzazioni. Speriamo di no. Già, perché su Sinovac e in generale sui vaccini cinesi, i dubbi sono tanti. Circa un mese fa, il direttore dei Centri per il controllo delle malattie del Dragone, aveva ammesso che il preparato è “poco efficace”.

Poi, sono spuntati diversi strani casi di studio. Anzitutto il Cile, che ha vaccinato il 44% della popolazione, facendo ampio ricorso a un altro prodotto di Pechino, Coronavac, ma ha sperimentato un aumento sostenuto dei casi di Covid e ha dovuto persino rassegnarsi a un nuovo lockdown nazionale. Poi, le Seychelles, che inseguivano il sogno “deluchiano” dell’arcipelago Covid free e hanno completato il ciclo vaccinale nel 60% della popolazione, utilizzando proprio Sinopharm. Risultato? Casi in aumento anche tra chi aveva ricevuto la doppia puntura e nuovo lockdown: scuole chiuse, attività sportive sospese, locali serrati o comunque invitati ad abbassare le saracinesche presto.

La domanda sorge spontanea: cosa stanno vendendo i cinesi a quel pezzo di mondo che non è riuscito a beneficiare dei farmaci diffusi in Europa, Israele e Nordamerica? Essendo il vaccino un’arma geopolitica, Pechino la sta usando, al solito senza farsi scrupoli, falsificando i dati sull’efficacia (che per Sinovac doveva arrivare al 79%)? Se sì, com’è possibile che all’Oms non se ne siano accorti? Stanno forse coprendo, per l’ennesima volta, il regime cui tante fortune politiche deve il direttore generale, l’etiope Tedros Adanhom? La palla passa all’Ema, che da circa una settimana sta analizzando il preparato di Sinopharm. Sarà una cartina di tornasole, sia sulla qualità del vaccino cinese, sia sull’affidabilità degli organismi di vigilanza cui sono vincolate le nostre sorti.

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