Lo strano caso del film Disney ma russo (senza isterie Lgbt)

The Last Warrior è un film del 2017, quando ancora si parlava di abbraccio tra Russia e Occidente

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The last warrior disney

Bisogna proprio imbattercisi in internet, perché, intervenuta la guerra ucraina, la Russia è tornata ad essere il Nemico, secondo gli auspici degli angloamericani. The Last Warrior (titolo russo: Poslednij bogatyr’: Koren’ zla) è un film del 2017, quando ancora gli ingenui (Putin compreso) credevano nell’abbraccio tra russi post sovietici e l’Occidente. Si tratta di un fantasy completamente russo, ma – udite – prodotto e distribuito dalla Walt Disney, tant’è che comincia col classico logo del Castello della Bella Addormentata.

Attori tutti russi, compresa la bellissima Ekaterina Vilkova che però fa la parte della regina cattiva. Con la giusta dose di ironia, il giovane protagonista è un mago ciarlatano che, per sfuggire ai clienti truffati, si infila in un toboga. Che però si rivela un loop temporale che lo proietta in un mondo medieval-fantastico dove la magia funziona davvero. Qui, dopo peripezie, apprende di essere il figlio di un grande guerriero e che su di lui grava e dipende la sorte dei buoni. Solo che lui è un imbranato e non sa affatto combattere. Tra gli altri strampalati personaggi si imbatte anche nella Baba Yaga, la mitica strega della tradizione russa. Be’, narrare qui il resto della trama non avrebbe senso, visto che si tratta soprattutto di un film di grande impatto visivo. E col finale aperto.

Nulla da invidiare alle grandi produzioni hollywoodiane, un film per famiglie (di una volta), e i furbi della Walt Disney si sono guardati bene dall’introdurre di soppiatto temi Lgbt, perché l’immenso mercato russo non avrebbe gradito. Pecunia non olet, nemmeno per i successori del povero Walt, il quale, «principe nero» (Mussolini adorava i suoi film), ormai si sarà stancato di rivoltarsi nella tomba. E negli States gli Lgbt sono pochini, sì, ma hanno i soldi, quel che invece manca alle famiglie tradizionali. Finale aperto, dicevamo. Ma scordatevi il seguito, visti i tempi che corrono. Guardatevi allora The Last Warrior, cliccatelo in tanti, fate vedere agli Gnomi (tanto per restare in tema) da che parte stanno i numeri.

All’attenzione dei commentatori: da Mosca non mi è ancora arrivato un soldo, e idem mi risulta per i miei colleghi “servi di Putin” che firmano su questo sito. Spero in futuro… Intanto, le speranze di pace pare dipendano da Erdogan. Nientemeno.

Rino Cammilleri, 18 maggio 2025

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