Sabato scorso Londra è stata teatro di una delle più grandi manifestazioni di destra degli ultimi anni: il raduno Unite the Kingdom, organizzato da Tommy Robinson. Secondo la polizia i partecipanti sarebbero stati oltre 150.000, mentre altre stime parlano di cifre ben più elevate, tra 500.000 e un milione di persone.
Le motivazioni della protesta
Il governo guidato da Keir Starmer, fin dal suo insediamento, è stato accusato di ostilità nei confronti dei cittadini non allineati alla narrativa ufficiale del suo schieramento politico. Diverse persone sono state arrestate per post sui social ritenuti “hate speech”, con episodi che hanno visto padri e madri ammanettati e portati via davanti ai propri figli.
Nel frattempo, il fenomeno dell’immigrazione illegale attraverso il canale della Manica continua a destare indignazione. Da tempo Uk e Francia sono ai ferri corti: le navi francesi addirittura scortavano i gommoni carichi di migranti e da tempo Londra chiede alla gendarmeria di fare di più per fermare le partenze, anche se una legge impedisce alle autorità francesi di intervenire una volta che gli immigrati sono in mare oltre i 300 metri dalla riva, salvo che si tratti di un salvataggio. Così le piccole imbarcazioni attraversano la Manica e i migranti vengono poi intercettati dalla Guardia costiera britannica, accompagnati a terra e alloggiati comodamente in hotel. In diversi comuni, l’accoglienza è stata ulteriormente arricchita con benefit che spaziano dalle sessioni di yoga alle lezioni di DJ, dall’accesso a PlayStation a corsi di guida, fino a buoni acquisto per abbigliamento sportivo. Tutto questo, mentre ampie fasce della popolazione britannica affrontano serie difficoltà economiche.
Le cronache hanno inoltre segnalato gravi episodi di criminalità, inclusi stupri e violenze, che hanno esasperato i cittadini, portandoli a manifestare davanti agli hotel. In risposta, la polizia è intervenuta con cariche e arresti.
L’accusa al governo Starmer
Molti osservatori parlano di una vera e propria “guerra ideologica” tra governo e popolazione nativa. Un caso emblematico del clima che si respira è stato l’arresto del comico irlandese Graham Linehan, fermato all’aeroporto di Heathrow per un post pubblicato su X. Per non parlare della ragazzina 12enne cui è stato impedito di vestirsi con la bandiera dell’Union Jack.
La manifestazione
Il raduno Unite the Kingdom, organizzato da Tommy Robinson, ha posto al centro la difesa della libertà di parola (free speech), la questione migratoria, l’identità nazionale e la critica al governo. Robinson, più volte perseguitato e incarcerato, è stato condannato a 18 mesi di isolamento per aver denunciato la corruzione e l’infiltrazione islamista nelle istituzioni britanniche, oltre che per aver portato alla luce, con la sua inchiesta Silenced, i reati di abusi sessuali perpetrati per anni da gang pachistane ai danni di migliaia di ragazze minorenni.
Durante il raduno, i manifestanti hanno sventolato bandiere britanniche e inglesi, scandendo slogan come “We want our country back” (“Vogliamo indietro il nostro Paese”). Tra gli interventi più discussi, quello di Elon Musk in videoconferenza, che ha criticato duramente il governo chiedendo la dissoluzione del Parlamento e nuove elezioni.
Il raduno del 13 settembre non è stato soltanto una manifestazione di massa: è diventato il simbolo delle profonde tensioni che attraversano oggi il Regno Unito – e, più in generale, l’Europa – tra chi chiede libertà di espressione, difesa dell’identità nazionale e tutela del futuro delle prossime generazioni.
Luca Parodi, 17 settembre 2025
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