Dall’Orient Express agli hotel d’alta gamma, l’Italia del lusso continua a brillare. Paolo Barletta, ceo di Arsenale Group, non ha dubbi: a promuovere lo sviluppo del Paese può essere proprio il turismo. Ma a patto che si superino certi ostacoli cronici e si creino le condizioni affinché il potenziale tricolore si esprima al massimo. “Se togliamo gli ostacoli infrastrutturali, vinciamo”. A margine della Ripartenza 2025 di Bari, intervistato da Nicolaporro.it, lo stesso Barletta ha esposto questa visione in riferimento alle iniziative di successo promosse da Arsenale Group.
“Il filo conduttore – ha detto spiegato il top manager – penso sia mettere in relazione l’Italia e far sì che tanti suoi luoghi possano rinascere. Il nostro è un Paese a vocazione turistica, però purtroppo molte volte mancano le infrastrutture, mancano quelle possibilità per i turisti di scoprire l’Italia a 360 gradi. Se togliamo gli ostacoli infrastrutturali, vinciamo”.
Così il gruppo guidato da Barletta ha già messo in campo un modello integrato, che punta sulla mobilità ferroviaria, per unire ospitalità di altissimo livello, eccellenze gastronomiche e territori spesso dimenticati. “Noi abbiamo creato questa unione partendo da un progetto fondamentale, che sono le ferrovie. Era assurdo che non ci fosse un Orient Express italiano nel nostro Paese, quindi partendo da questa visione abbiamo collegato gli hotel, la ristorazione, il food and beverage. Così diventiamo di nuovo leader all’interno di un settore turistico”, ha affermato al riguardo.
Non potevamo poi non parlare di overtuorism, tema emerso anche questa estate in un’Italia da tutto esaurito. Anche su questo punto, Barletta ha cambiato l’abituale prospettiva, puntando sulla qualità e sulla distribuzione intelligente dei flussi. “L’overtourism è un problema, ma il settore dell’ultralusso – come nel nostro caso – prova a lanciare delle nuove destinazioni, perché il problema dell’overtourism non è il fatto di avere troppi turisti, ma che questi ultimi vadano tutti negli stessi luoghi”, ha dichiarato il top manager. Lanciare nuove destinazioni e nuove mete da visitare, quindi, “crea una condizione positiva per tutta quanta l’Italia. In questo modo il problema viene meno e si creano invece situazioni favorevoli per tutti”.
E infine, la risposta a quanti mettono in contrapposizione lusso e sostenibilità. “La vera sostenibilità non può essere misurata solo con le emissioni che vengono fatte. Noi siamo una società estremamente sostenibile, perché facciamo viaggi in treno che è il mezzo sostenibile per eccellenza. Secondo me però la sostenibilità oggi deve essere anche vista in un’altra chiave, quella dell’impatto che si crea sul territorio, perché essere sostenibili non significa solo inquinare meno, ma significa anche creare delle opportunità per i borghi e le persone”.
Ecco il punto: sostenibilità non è solo ridurre l’inquinamento, ma creare valore. Non si tratta dunque di rincorrere certificazioni o protocolli burocratici fissati nel nome dell’ideologia green: piuttosto, si tratta di creare un ecosistema improntato allo sviluppo.
Marco Leardi, 20 luglio 2025
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