Politica

Lucano “incandidabile”: fuori dalle liste Avs per le Regionali in Calabria

L'ex sindaco di Riace era capolista di Fratoianni e Bonelli, ma è stato dichiarato incandidabile dalle commissioni elettorali a causa della legge Severino

Mimmo Lucano decaduto da sindaco di Riace Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Mimmo Lucano, l’ex sindaco-simbolo della sinistra radicale e dell’accoglienza senza confini, è stato dichiarato incandidabile per le prossime elezioni regionali in Calabria. Lo hanno deciso le commissioni elettorali dei Tribunali di Reggio Calabria e Cosenza, che hanno escluso il suo nome dalle liste di Avs (Alleanza Verdi e Sinistra), sia nella circoscrizione nord che in quella sud. Il motivo? La legge Severino, che vieta la candidatura a chi ha riportato condanne penali. Lucano è stato infatti condannato in via definitiva a 18 mesi per falso nel processo “Xenia”, relativo a presunti illeciti nella gestione dei migranti nel “modello Riace”, tanto osannato da certi salotti progressisti quanto criticato da chi chiede legalità anche nell’accoglienza.

I legali di Lucano, gli avvocati Andrea Daqua e Giuliano Saitta, non si arrendono e hanno già presentato ricorso alle Corti d’appello di Reggio Calabria e Catanzaro, chiedendo il reinserimento del loro assistito nelle liste elettorali. Ma per Lucano non è il primo stop. Lo scorso 1° luglio il Tribunale civile di Locri lo aveva già dichiarato decaduto da sindaco di Riace, sempre a causa della condanna riportata nel processo Xenia. Anche in quel caso, la Prefettura di Reggio Calabria aveva chiesto la decadenza, accolta dai giudici.

Secondo il tribunale di Locri, Lucano non poteva essere candidato neppure alle comunali, rendendo di fatto impossibile la sua permanenza in carica, in attesa della decisione definitiva della Corte d’appello prevista per gennaio e poi, eventualmente, della Cassazione. La condanna, va precisato, riguardava un unico capo di imputazione per falso, ma tanto è bastato a far scattare la tagliola della Severino. I legali dell’ex sindaco avevano provato a sostenere che quel falso non rientrasse nei reati previsti dalla Severino, ma i giudici non hanno accolto la tesi.

Lucano, però, non ci sta: “C’è un filo conduttore per me che inizia tanti anni fa, con la vicenda penale, che continua con la decadenza e con la legge Severino e che si conclude con l’epilogo di questi giorni per quanto riguarda la partecipazione alle regionali”, ha dichiarato dopo la notizia dell’esclusione. L’ex sindaco di Race ha aggiunto: “Ovviamente abbiamo fatto ricorso alla Corte d’Appello ma questa situazione un po’ mi spegne l’entusiasmo. In ogni caso continuerò a sostenere con fortissima convinzione la lista di Avs e il candidato a presidente della Regione Pasquale Tridico. Mi sono speso per l’unità del centrosinistra e per gli ideali che Pasquale rappresenta. Per la prima volta siamo tutti uniti ed è una speranza per la Calabria. Andiamo avanti comunque”.

Redazione, 8 settembre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Sedute Satiriche di Beppe Fantin - Vignetta del 10/04/2026

Domani da incubo

Vignetta del 10/04/2026