I politici adorano promettere servizi gratuiti per prendere il potere, ma la realtà, specialmente quella economica, presenta sempre il conto. Il nuovo sindaco di New York, Zohran Mamdani, autodefinitosi “socialista democratico”, ha basato la sua rapida ascesa su promesse che sembrano uscite dal libro dei sogni: affitti bloccati, asili nido gratuiti per le famiglie, supermercati on prezzi calmierati gestiti dalla città (dove per acquistare bisogna usare un documento di identità… a differenza di quando si va a votare) e autobus gratis per tutti. Ma chi paga per questa pioggia di regali? La risposta della propaganda auto definita comunista è sempre la stessa: la colpa è dei ricchi, quindi “tassiamo i ricchi e le grandi aziende”.
Il piano del sindaco prevedeva di raccogliere 5 miliardi di dollari alzando le tasse aziendali statali fino all’11,5%, apparentemente pareggiando così la quota del vicino stato del New Jersey. Sembra un piano perfetto, ma c’è un enorme dettaglio comico: la tassa aziendale che Mamdani vuole alzare è una tassa statale, non cittadina. Questo significa che i soldi finirebbero dritti nelle casse dello Stato ad Albany, e non scenderebbero automaticamente nel budget della città per pagare i suoi servizi gratuiti. In pratica, il sindaco vuole finanziare le sue promesse cittadine con soldi che la città nemmeno controlla. E i suoi elettori se la sono bevuta, il buon Sgarbi avrebbe detto “capre, capre, capre!”.
E non si può dire che i “fan” del sedicente sindaco non fossero stati avvisati. A smontare questa utopia in diretta televisiva ci ha pensato nientemeno che Andrew Cuomo, l’ex governatore democratico che Mamdani ha battuto alle primarie (cioè del suo stesso partito, non un rappresentante di quella che a loro piace tanto chiamare “l’ondata nera”… del suo stesso partito!). Cuomo ha sfatato le promesse di Mamdani pubblicamente sottolineando che a New York City le tasse cittadine si SOMMANO a quelle statali. Quindi, se si alza la tassa statale per pareggiare il New Jersey, un’azienda di Manhattan non pagherebbe la stessa cifra, ma finirebbe per pagare quasi il doppio rispetto a chi sta dall’altra parte del fiume. Le parole di Cuomo sono state un avvertimento chiaro: avendo a disposizione lo stesso bacino di talenti, le stesse infrastrutture e gli stessi aeroporti a soli 15 minuti di treno, “vedremmo una fuga di capitali verso il New Jersey”. E chi lo avrebbe mai detto che una azienda privata avrebbe cercato di fare i propri interessi?
È già, perché per le grandi società non si tratta di un dibattito politico, ma di semplice logica finanziaria: ha molto più senso trasferire la propria sede in uno stato dove la tassazione è favorevole, piuttosto che farsi spremere come un limone per finanziare promesse elettorali impossibili. L’esodo è già in atto e i risultati sono quasi impensabili. Un colosso come Goldman Sachs (con storica sede a NY) sta costruendo un enorme campus di 14 piani a Dallas. Un’istituzione storica della Grande Mela come JP Morgan, la banca più grande d’America, ha ora più dipendenti in Texas di quanti ne abbia nello stato di New York. Persino il celebre New York Stock Exchange, il cuore pulsante della finanza globale, ha annunciato di voler espandere le proprie operazioni in Texas. Tutte società che pagano cifre talmente alte in tasse che il risparmio giustifica l’oneroso trasloco. Senza parlare del fatto che molti dipendenti vedono favorevolmente il trasferimento in regioni dove traffico, neve e bottigliette d’acqua ad 8$ l’una diventano solo un brutto ricordo.
A rincarare la dose si aggiunge un dettaglio esilarante: la Florida Chamber of Commerce ha piazzato un enorme banner pubblicitario su uno dei maxi schermi di Times Square, nel cuore di New York. Nel cartellone digitale, l’organizzazione ha ironicamente proclamato il sindaco della città, il democratico socialista Zohran Mamdani, come “Sviluppatore Economico dell’Anno” per la Florida, ringraziandolo con la scritta “Thanks for the jobs!”. Secondo la Camera di Commercio, l’esodo di società e residenti newyorkesi verso il Sunshine State (la Florida così si definisce) sarebbe causato proprio dalle severe politiche fiscali della giunta Mamdani. Un duro smacco mediatico che riaccende il forte dibattito nazionale sull’efficacia della tassazione progressiva verso i grandi patrimoni.
Leggi anche:
La matematica, del resto, non perdona. I calcoli dimostrano che se i piani di Mamdani diventassero legge, solo l’1% dei contribuenti più ricchi finirebbe per generare oltre il 60% dell’intero gettito fiscale della città. Ma cosa succede se quell’1% decide di andarsene, considerando che chi guadagna 25 milioni di dollari l’anno può risparmiare la bellezza di 3,7 milioni semplicemente trasferendo la residenza in Florida o in Texas?
Succede che i soldi finiscono prima ancora di cominciare. Messo alle strette sul suo stesso budget, Mamdani ha già minacciato che, senza le tasse che desidera, sarà costretto ad aumentare le tasse sulla proprietà “su tutta la linea” (da notare che si tratta dell’equivalente del nostro IMU che in America, specie in stati come quello di NY arriva a cifre paragonabili a un secondo mutuo mensile). Questo non colpirà i milionari in fuga, ma la classe media, le famiglie che hanno comprato una piccola casa 30 anni fa e i pensionati a reddito fisso… tutti insomma.
Non per niente quel “cattivone” di Trump, proprio la scorsa settimana, riferendosi all’elezione di un altro socialista democratico come Mamdani in Michigan, ha dichiarato che “il comunismo non ha mai funzionato, questa gente vi porterà via tutto, prima la casa, poi la macchina…”. Quantomeno non possono dire che non sono stati avvisati!
A questo punto viene da chiedersi: chissà se i newyorkesi benpensanti che hanno votato con entusiasmo il sindaco social-democratico si sono già accorti che sono stati presi per i fondelli. Hanno votato per l’utopia dei servizi gratuiti, e in cambio si stanno ritrovando con le banche in fuga, l’economia a rischio e le mani del governo locale sempre più a fondo nelle loro tasche.
Cesare Rascel, 19 agosto 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).


