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Cin cinico

Ma allora è un vizio, Gualtieri! Quanto ci è costato il Gay Pride

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Il Comune di Roma, senza passare dall’Assemblea Capitolina, ha stanziato 80.000 euro per il Roma Pride 2025, una cifra che suscita un grande interrogativo: con che criterio un’amministrazione pubblica, che spesso fatica a garantire servizi essenziali ai suoi cittadini, può giustificare lo stanziamento di una cifra del genere per uno spettacolo che dovrebbe essere di pubblico interesse ma che da tempo è diventato uno show (di cattivo gusto) della sinistra?

Per il sindaco Roberto Gualtieri, che ha sfilato sui carri con la fascia tricolore, il Pride ha rappresentato una “giornata di grande calore e di sentimento”.

Poco importa se ai contribuenti la parata sia costata 80.000€: il gioco, evidentemente, è valso la candela. E, a dirla tutta, l’amministrazione comunale attuale non è nuova ad elargire lauti finanziamenti come questo. Basti pensare all’erogazione di 350.000€ per la manifestazione “una piazza per l’Europa”, capeggiata dalla segretaria del partito del sindaco, Elly Schlein, dello scorso marzo.

Lo schema è chiaro: il finanziamento è avvenuto rivendicando l’utilità sociale della manifestazione per la tutela dei diritti universali. Il che, sulla carta, è legittimo. Ma da parecchio tempo il Pride non è più un evento super partes: che la parata sia diventata ormai un evento di cartello per una sola fazione politica, lo si può affermare senza peccare di disonestà. È sufficiente guardare alle bandiere esposte, ai partiti che lo patrocinano, ai fischi e agli insulti indirizzati al carro dell’associazione keshet (il gruppo ebraico LGBTQIA+), alle foto di Trump e Musk a testa in giù… E tutto ciò senza approfondire la quantomeno fumosa leadership all’interno dell’organizzazione del pride: sempre la stessa dal 1994.

È infatti il Circolo Mario Mieli a beneficiare dei contributi statali e ad organizzare il Pride in ogni suo aspetto. Insomma, la manifestazione della comunità LGBT muove tante persone e tanti, tantissimi soldi, ma da sempre è in mano ai soliti noti. E, cosa non da trascurare, il finanziamento comunale è arrivato sotto traccia, tramite una municipalizzata, con una delibera della giunta e senza nessun confronto con le altre parti politiche.

Dal Campidoglio, nessuna risposta. L’amministrazione pare essersi schermata dietro la legittimità formale del gesto e pare non voler dare nessuna spiegazione ai romani scettici e all’opposizione. Ordunque, se non hanno più pane, che mangino briochə!

Alessandro Bonelli, 19 giugno 2025

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