Ma Gaza si è scavata la tomba con le proprie mani

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Otre 700km di tunnel in cemento armato, attrezzati con acqua, elettricità, ventilazione, fogne, costruiti sotto uno dei territori più piccoli e più densamente popolati al mondo. Un lembo di terra lungo quarantuno chilometri, largo dodici (più o meno come il nostro Lago di Garda) dove i tagliagole hanno scelto di scavare il sottosuolo come in un presagio di morte imminente.

Nel 2005, quando i coloni se ne andarono, a Gaza pensarono bene di distruggere tutte le fattorie e le coltivazioni: in fondo a loro arrivavano i fondi iraniani, qatarioti, oltre a quelli umanitari attraverso l’UNRWA. Che bisogno c’era di lavorare la terra irrigata con gli impianti a goccia collegati ai dissalatori?

Dopo la distruzione venne la costruzione, si trattava di tunnel però. Non certo rifugi come quelli allestiti in Ucraina dove i bunker sotterranei si riempiono di civili quando Putin bombarda Kiev, Odessa o Kerson. I tagliagole di Hamas i civili li tengono fuori. Non ce li vogliono nei tunnel perché sono infrastrutture militari pensate per resistere e combattere. E quando piovono bombe, i tagliagole spianano i kalashnikov contro i civili gazawi, senza esitazioni, per respingere chi vuole salvarsi la pelle.

Quei tunnel non sono stati costruiti di nascosto. É impossibile realizzare un progetto del genere, sotto scuole, mercati, moschee, ospedali e abitazioni civili, senza che chi vive sopra non lo sappia e non se ne accorga. La popolazione ha visto, ha taciuto o ha collaborato. Esattamente come i 13mila dipendenti UNRWA remunerati dall’ONU. Una anomalia unica al mondo dove i rifugiati degli altri paesi dipendono tutti dall’UNHCR con 35 milioni di rifugiati.

Solo i palestinesi hanno una loro esclusiva (e ricca) agenzia dedicata che si occupa del soccorso e dell’occupazione dei profughi palestinesi dal 1949. Con una incredibile prerogativa: sono gli unici a ereditare la qualifica di profughi. Esattamente come la figliola di Arafat, (Zahwa) che possiede circa 6 miliardi di sterline in immobili in una via a Londra, non lontana da Bond Street. Zahwa ha ricevuto e riceve il suo emolumento mensile in qualità di profuga palestinese.

Da un calcolo approssimativo, dei 14 Miliardi di $ che UE e Onu, attraverso innumerevoli agenzie, hanno affidato al popolo palestinese, circa 10 sono stati utilizzati per Il cemento, l’acciaio i tubi di lancio per i Kassam, per i generatori che non servivano a alimentare i reparti ospedalieri, ma i rifugi per i comandi dislocati nei sotterranei di 47 ospedali (avete letto bene! 47 ospedali… La più alta concentrazione al mondo pari a 1 ospedale ogni 40.000 abitanti). Sono stati acquistati 350 escavatori che hanno lavorato giorno e notte. 220 camion per movimentare le macerie, in un lavoro che ha impiegato almeno 8.000 addetti per anni impegnati nella costruzione di una sorta di formicaio del terrore.

I bambini studiavano nelle strutture dell’UNWRA dove si insegnava anche la Jihad e imparavano a fare di conto, e nelle ore dedite all’educazione fisica, imparavano anche a imbracciare fucili giocattolo, comprati con i fondi UNWRA come materiale didattico. Mein Kampf è stato trovato tradotto in arabo in 7 biblioteche scolastiche gestite dall’organismo ONU unico al mondo con 13mila addetti, di cui solo 320 non sono palestinesi Non c’è stato solo silenzio… C’è stato consenso.

E il fatto che la costruzione di una rete di morte e distruzione, sia avvenuta sotto il naso di una serie di centinaia di organizzazioni umanitarie, oltre all’UNWRA, riempie di rabbia e sconforto. Non vedevano come venivano impiegati i soldi degli aiuti internazionali? Va peraltro sottolineato che (come nella Germania nazista) Hamas non ha imposto la sua visione in una notte. È stata eletta, sostenuta, osannata con il 60% dei voti liberamente espressi nel 2005, nell’ultima tornata elettorale palestinese.

Un voto che ha comportato la cacciata dell’ANP dalla Striscia di Gaza e dei suoi sostenitori che si sono rifugiati a Ramallah, dopo la guerra civile meno pubblicizzata della storia (quella del 2006) che contrappose Hamas all’ANP. Hamas ha promesso distruzione, e ha ricevuto applausi. Ha costruito la sua rete militare con il beneplacito di civili e supporter di varia natura, perché quella rete era ed é l’orgoglio identitario dei gazawi votati a resistere a oltranza, gli eroi, i martiri che vengono affissi nei poster ed osannati. Ed è per questo che oggi parlare di Gaza e dei gazawi come di martiri innocenti è una abile distorsione logica (riuscita)

Gli abitanti di Hamas, quelli che l’Occidente continua ostinatamente a descrivere come vittime inermi di un presunto genocidio, sono stati per 19 anni complici consapevoli del progetto: “Dal fiume al mare”. Esattamente come i tedeschi, dal 1933 al 1945, un popolo ha condiviso i deliri dei propri leader, sacrificato il futuro dei propri figli per una causa che non contempla altro che il martirio. I loro bambini sono stato addestrati per uccidere. Arruolati a 14 anni (dal dicembre 2024 Hamas ha abbassato la leva a 12 anni!) Quando muoiono, vengono sventolati come trofei da chi scientemente li ha mandati al macello. Gaza non è stata distrutta da un nemico esterno. Gaza si è scavata una tomba con le proprie mani, con il voto del suo popolo e con il silenzio omertoso di chi avrebbe dovuto fermare la pioggia di dollari con la quale si finanziava un progetto per inondare di razzi e missili Israele.

Ora quella tomba si è chiusa, con la fine degli alibi e delle lacrime ipocrite di chi conosceva e conosce cosa é accaduto e cosa accade tutt’ora lí sotto a 50, 60 metri di profondità, in una rete di tunnel estesa come la Metro di Londra in grado di contenere 150.000 missili e razzi con rampe fisse e mobili di lancio flessibili per colpire al cuore Satana (come viene raffigurato Israele) Chi prepara la guerra e alleva i propri figli nel mito del martirio, prima o poi lo incontra e pensare agli “innocenti” gazawi come a un popolo che vuole autodeterminarsi, liberandosi dal giogo di Hamas e della Jihad è uno sprovveduto arrogante e privo di informazioni che vuole leggere la realtá senza possedere i fondamentali.

Giulio Galetti, 15 agosto 2025

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