Politica

“Ma lei è l’Europa!”. Mario Giordano distrugge mr. sotuttoio Draghi

Supermario predica sull'Ue che non conta nulla. Ma lui a Bruxelles ha fatto il bello e il cattivo tempo. Il conduttore: "E se ne accorge solo ora?"

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Mario Giordano non perdona. Non perdona a Mario Draghi il suo intervento, applauditissimo, al Meeting di Rimini. Ma non tanto per il contenuto delle sue parole, tutto sommato abbastanza condivisibili sull’irrilevanza dell’Europa, ma per il fatto che a pronunciarle non è un signor nessuno, uno che nell’Ue degli ultimi anni non ha contato una mazza. Ma dall’ex banchiere centrale europeo, nonché ex primo ministro di uno dei Paesi fondatori quindi consulente di Ursula von der Leyen. “Nel dicembre 2011 Politico.eu la definiva addirittura «la persona più potente d’Europa» – ricorda Giordano – Lei a Bruxelles ha sempre fatto il bello e il cattivo tempo, se avesse voluto avrebbe fatto nominare commissario Ue il suo cavallo (del resto ha fatto nominare Giggino Di Maio inviato speciale nel Golfo). Ancora lo scorso anno ci deliziava con il suo super rapporto, 400 pagine per spiegarci come si fa l’Europa, partendo da «una riflessione sugli strumenti a disposizione». E adesso ci viene a spiegare che è tutto inutile?”.

Nella sua letterina pubblicata sulla Verità, Mario Giordano ci va giù duro. “Caro Mario Draghi, caro mister Europa, salvatore dell’Europa, guida dell’Europa, costruttore dell’Europa, garante dell’Europa, speranza dell’Europa nonché colonna dell’Europa, le scrivo questa cartolina perché l’altro giorno l’ho sentita al meeting di Rimini dire che l’Europa «non conta nulla»”, esordisce il conduttore. “Lei sembrava così sicuro del contrario, con il sostegno osannante delle meglio gazzette italiane. Ora che diavolo è successo? Lei che ha salvato l’Europa. Lei che ha cambiato il volto dell’Europa. Lei che «è» l’Europa. Adesso dice che l’Europa non conta niente? Cos’è? Una confessione? O un principio di depressione?”.

Giustamente Giordano non ci sta a sentire le prediche sulla morte dell’Europa da chi l’Europa l’ha di fatto guidata in questi anni. “Abbia pazienza: sentire mister Europa che dice che l’Europa non conta è nulla un po’ come sentire il Papa dire che Dio non esiste o Matteo Bassetti dire una cosa intelligente. E mi stupisce che questa sua tragica conversione, accompagnata dalla riesumazione di una tesi di laurea contro l’euro che finora nascondeva come una vergogna e adesso invece esibisce come una medaglia, sia stata accolta dai soliti banali squilli di tromba dei nostri giornali”.

Il punto è che stavolta “non possiamo fare a meno di chiederci come si possa sentire lei ad aver speso tante energie e tanti anni per una cosa che non conta nulla. E soprattutto non possiamo fare a meno di chiederci: com’è che se ne accorge solo ora?”. E ancora: “Com’è che è caduto proprio sull’Europa? Tanti anni a sferzarla, strigliarla, darle la scossa. E ora si accorge che stava buttando il suo tempo. Perché l’Europa, nonostante i suoi sforzi, non conta nulla. Alla Goldman Sachs l’avrebbero già licenziata”. Poi la stoccata finale: “Lei, di grazia, avverta il coro osannante di aggiornare il repertorio: Draghi non sferza più l’Europa, la seppellisce. Non la sprona, la tumula. Ne era il salvatore. Ora, al massimo, il becchino”.

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