Mi sto sempre più convincendo che alla base di un certo pensiero complottista e anti occidentale vi sia un ancestrale ribellismo contro tutto ciò che si richiama all’autorità paterna. E leggendo gli esilaranti post di Alessandro Orsini, divenuto una ascoltata guida spirituale di molti complottisti italiani grazie alle tante ospitate televisive di questi ultimi anni, ne ho avute alcune conferme.
Tutto questo sul piano della cosiddetta geopolitica sembra averlo portato ad identificare nell’America e nell’Occidente i rappresentanti di una forma di autorità suprema, responsabile in primis di molti dei problemi mondiali, guerre comprese, e che in quanto tale ha sempre torto in qualsiasi tempo e in qualsiasi condizione. Insomma, secondo l’Orsini pensiero dall’America e dall’Occidente, di cui fa parte a pieno titolo lo Stato d’Israele, non c’è mai da aspettarsi nulla di buono ma solo sciagure.
Tant’è che per avvalorare le sue tesi il nostro non può che ricorrere ad una interpretazione tutta sua della realtà.
Infatti Orsini, dato che da tempo sostiene l’ardita tesi secondo cui in un confronto militare a due Israele verrebbe letteralmente schiacciato in un battibaleno delle forze armate iraniane, pare aver trovato un provvidenziale salvagente dialettico nell’inaspettato intervento dei colossali bombardieri statunitensi ordinato da Donald Trump. Queste le sue “illuminanti” parole postate su Facebook: “Siccome Israele è uno Stato debolissimo rispetto all’Iran, e siccome Israele stava andando incontro a una secca sconfitta contro l’Iran, gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran per soccorrere Israele che versava in una situazione disperata con i missili “Arrow 3″ in esaurimento. Il bombardamento americano di questa mattina conferma la bontà della mia analisi sui rapporti di forza tra Israele e Iran”.
Come possiamo vedere Orsini, che insegna sociologia del terrorismo alla Luiss, ne approfitta per ribadire la sua tesi surreale, oggetto di molti Frizzi e Lazzi nel corso di una recente puntata della Zanzara.
Ora, forse l’intera informazione dei Paesi democratici, come pensano parecchi follower di quest’ultimo, non è mai da prendere in considerazione, anche quando ci racconta che l’aviazione israeliana, dopo aver conquistato il dominio assoluto dello spazio aereo iraniano, agisce senza ostacoli sui cieli della Repubblica Islamica. Tuttavia, come ha spiegato a Quarta Repubblica Edward Luttwak, malgrado la schiacciante superiorità che sta dimostrano l’IDF ( Israel Defense Forces), gli israeliani non dispongono dei famosi B-2 in grado di trasportare e sganciare le terrificanti GBU-57, dette “bunker buster”, micidiali ordigni da 14 tonnellate in grado in grado di penetrare 60 metri di cemento armato e oltre 100 metri di terreno roccioso. D’altro canto, come è stato riconosciuto unanimemente dagli osservatori di cose militari, solo una potenza come gli Stati Uniti aveva la possibilità di realizzare l’operazione “Martello di mezzanotte”.
Pertanto, è probabilmente per questo che Trump, presidente di un popolo notoriamente pratico, ha deciso di aiutare i suoi alleati storici con una terapia d’urto, nella speranza che con una piena riuscita dell’attacco chirurgico si possa uscire rapidamente da questa ennesima crisi mediorientale.
Terapia d’urto che, a quanto pare, sembra aver perfettamente funzionato, malgrado gli scongiuri degli oracoli anti americani e anti occidentali. Sebbene ci aspettiamo che questi ultimi, coerentemente con la loro linea, adesso ci vengano a raccontare la favola di un salvataggio in extremis dell’esercito dello Stato ebraico, messo letteralmente in ginocchio dalle “poderose” forze armate degli ayatollah, convinti con tre bombe ben assestate ad accettare una tregua.
Claudio Romiti, 24 giugno 2025
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Immagine generata da AI tramite LeonardoAI e DALL·E di OpenAI


