Non sono andato a votare a questi referendum, quindi posso dire di aver vinto: tifavo per il mancato raggiungimento del quorum. Del resto, ciò che vuole Landini non potrà mai coincidere con ciò che voglio io. Ma ora una riflessione va fatta.
L’articolo 1 della nostra “democraticissima” Costituzione recita: “La sovranità appartiene al popolo.” Una colossale balla di Stato. Prova a usare un referendum, l’unico vero strumento di democrazia diretta: subito piovono le mannaie. Mezzo milione di firme, carte bollate, notai, burocrazia a tappeto e un quorum suicida. Devi essere la triplice sindacale o qualche apparato simile per riuscirci davvero.
Vuoi candidare un partito fuori dal circo, alternativo al cartello esistente? Altro giro, altra censura totale: montagne di firme, regole pensate apposta per farti fuori. E se alle elezioni vota solo il 30%? Nessun problema: i parassiti si spartiscono lo Stato lo stesso. Anche se li ha scelti una minoranza della minoranza, spesso composta da truppe cammellate e clientele fedeli a vario titolo.
Questa non è democrazia. È un’oligarchia politica. Un cartello. Un clan statalista blindato dalla Costituzione in giù. Il popolo può solo scegliere il colore della gabbia.
E la chiamano “sovranità popolare”.
Andrea Bernaudo, 11 giugno 2025
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI



