“Ma siamo seri?”. Il poliziotto porta in studio la pistola del nordafricano

L'agente che ha sparato è indagato per omicidio volontario. A verbale ha detto: "Lo stavo per rincorrere, mi ha puntato l'arma addosso"

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Polizia pistola

Avete presente la pistola “a salve” che il nordafricano di 28 anni ha estratto e puntato contro il poliziotto a Rogoredo, ricevendo così una pallottola alla testa da una trentina di metri? Beh, ieri ve la abbiamo mostrata e la sua immagine dovrebbe convincere tutti che vedersi un signore (tutt’altro che raccomandabile) uscire dal niente da un boschetto (tutt’altro che raccomandabile) con una pistola di quel tipo in mano autorizza eccome l’agente a premere il grilletto. Noi ne siamo convinti: se ti avvicini alle forze dell’ordine con fare minaccioso, non ti fermi all’alt e impugni pure una scacciacani, il minimo che può succedere è che questi ti sparino addosso. Per difendersi.

Bene. A chi non è convinto suggeriamo di guardare cosa è successo ieri sera al Tg4 quando Alessandro Pasquale Griesi, sindacalista di Fsp Polizia, ha portato in studio una scacciacani in tutto e per tutto identica a quella impugnata da Abderrahim Mansouri, conosciuto come Zack, famoso nella zona per far parte di una sorta di clan di immigrati che rifornisce i pusher e gestisce lo spaccio di droga intorno a ciò che resta del boschetto della morte. Guardate le immagini, che vi mostriamo con lo screenshot. Se quella pistola non si riconosce come “a salve” nemmeno con le luci di uno studio televisivo, come pensate che l’agente potesse farlo alle 18 di sera, al buio, in una situazione operativa simile? “Immaginate un’arma a tutti gli effetti, uguale a quelle vere: fa lo stesso rumore di una pistola normale – dice Griesi in tv – in una zona ad alta concentrazione di criminali, se esce uno con una pistola quale può essere la reazione della polizia intenta a controllare spacciatori in quella zona? Stiamo arrivando a livelli fuori dal normale: trovarsi una pistola puntata di fronte… la vita è fatta di istanti, questa pistola è fatta di ferro e non ha segni distintivi. In quei momenti la mia vita contro la tua”.

L’agente del commissariato Mecenate, intanto, ieri di fronte ai pm (che lo hanno indagato per omicidio volontario) ha fornito la sua versione. “La mia idea era rincorrerlo perché è una dinamica che si ripete sempre. Io stavo partendo ed il collega sarebbe partito dietro di me. Lui aveva la mano in tasca, ha tirato fuori la pistola e me l’ha puntata, io mentre stavo per fare lo scatto per andare avanti ho estratto l’arma ed ho esploso un colpo”. Il poliziotto ha poi “riconosciuto” la vittima, noto come “Zack”. Prima del fattaccio, l’agente “da lontano” ha detto di aver visto “due figure che inizialmente si avvicinavano verso di noi, poi uno l’ho perso di vista mentre l’altro inizialmente l’ho perso di vista e poi l’ho rivisto di nuovo avvicinarsi e di nuovo fermarsi“. Zack è quindi riapparso, consapevole forse del blitz in corso da parte della polizia. “Quando siamo arrivati a circa 20 metri la persona si è fermata – ha ribadito nel verbale -. Ci siamo qualificati dicendo ‘fermo polizia’ e lui ha tirato fuori dalla tasca destra un’arma puntandomela contro. Io, che nel frattempo avevo aperto il giubbotto e avevo fatto un passo per iniziare a rincorrerlo, ho estratto al pistola dalla fascia addominale ed ho esploso un colpo in direzione del soggetto”.

Il malvivente aveva addosso della droga. Mentre la pistola si trovava a quindici centimetri dalla mano, e così il poliziotto l’ha allontanata perché “non aveva la sicura”. “Lo chiamavano con pseudonimo di Zack – ha aggiunto l’agente -. So che di recente era stato fermato da una volante del commissariato, ma non ci ho mai avuto a che fare. Abbiamo fatto varie attività in Commissariato ed il bosco di Rogoredo è sempre stato della famiglia” Mansouri “inteso che loro gestiscono l’attività di spaccio; lì abbiamo fatto varie attività, anche tecniche montando delle telecamere, e conoscevamo i fratelli, i cugini e i componenti della famiglia. C’era anche stato un ferimento d’arma da taglio tempo fa, abbiamo eseguito delle misure cautelari sempre in quel bosco”.

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