Commenti all'articolo Ma Stasi non è colpevole “oltre ogni ragionevole dubbio”
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11 Commenti
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mauriziogiuntoli
18 Maggio 2025, 15:58 15:58
Omicidio,toghe in carriera e giornalisti sul pianerottolo. Giustizia sicurezza e un giudice, vero, vicino di carriera, che interviene con bastone inchiesta e denuncia se vede cose del genere manco a pensarci.Ogni toga fa quel che vuole e fa sapere quel che conviene. Siamo in Italia
giupor
17 Maggio 2025, 20:37 20:37
Il grande Bonatti usava dire: “Un buon alpinista deve sapere quando è il caso di rinunciare, la montagna è sempre là, che aspetta. Ci sarà un’altra occasione per conquistarla”.
Lo stesso dovrebbe fare un giudice: capire quando è il caso di subire la sconfitta di non avere trovato IL colpevole.
aruam
17 Maggio 2025, 13:54 13:54
Io sono dell’idea che Chiara si era accorta che lui era un po’ depravato voleva lasciarlo e lui non ha resistito e per un impeto di rabbia l’abbia cacciato giù dalla scala e ha usato il martello.
Wanda
17 Maggio 2025, 13:45 13:45
I magistrati, quando lo vogliono, ignorano del tutto l’ opinione pubblica. Errori, sciatteria e incompetenza dipendono da loro e per motivi che riguardano solo loro. Non possono lavarsene sempre le mani.
Andrea Costa
17 Maggio 2025, 13:42 13:42
Sono tanti gli “Stasi” che sono in carcere per reati sui quali non c’e’ certezza che abbiano commesso il fatto! Ma qui vale la regola: “meglio un innocente in carcere che ammettere che la nostra Giustizia non funziona…” Così come giudici a Ravenna non condannano mai le banche…
Gaetano79
17 Maggio 2025, 13:10 13:10
Vorrei sapere: è vero che, con l’attuale codice di procedura penale, non è più possibile assolvere un imputato per insufficienza di prove? Se fosse così, si spiegherebbero tutte queste condanne basate su teoremi indiziari.
Omicidio,toghe in carriera e giornalisti sul pianerottolo. Giustizia sicurezza e un giudice, vero, vicino di carriera, che interviene con bastone inchiesta e denuncia se vede cose del genere manco a pensarci.Ogni toga fa quel che vuole e fa sapere quel che conviene. Siamo in Italia
Il grande Bonatti usava dire: “Un buon alpinista deve sapere quando è il caso di rinunciare, la montagna è sempre là, che aspetta. Ci sarà un’altra occasione per conquistarla”.
Lo stesso dovrebbe fare un giudice: capire quando è il caso di subire la sconfitta di non avere trovato IL colpevole.
Io sono dell’idea che Chiara si era accorta che lui era un po’ depravato voleva lasciarlo e lui non ha resistito e per un impeto di rabbia l’abbia cacciato giù dalla scala e ha usato il martello.
I magistrati, quando lo vogliono, ignorano del tutto l’ opinione pubblica. Errori, sciatteria e incompetenza dipendono da loro e per motivi che riguardano solo loro. Non possono lavarsene sempre le mani.
Sono tanti gli “Stasi” che sono in carcere per reati sui quali non c’e’ certezza che abbiano commesso il fatto! Ma qui vale la regola: “meglio un innocente in carcere che ammettere che la nostra Giustizia non funziona…” Così come giudici a Ravenna non condannano mai le banche…
Vorrei sapere: è vero che, con l’attuale codice di procedura penale, non è più possibile assolvere un imputato per insufficienza di prove? Se fosse così, si spiegherebbero tutte queste condanne basate su teoremi indiziari.