Cronaca

Ma su Garlasco e le immagini di Chiara Poggi si sta commettendo un errore

Il garante della privacy multa due programmi tv. Ma le nuove indagini stanno cambiando tutto

chiara poggi garlasco
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Come riporta Adnkronos in un dettagliato articolo, il Garante per la protezione dei dati personali ha multato due programmi della rete Mediaset in relazione al caso di Garlasco. In particolare l’Authority ha comminato una sanzione di 59.609 euro a “Le Iene” e di 8.515 a “Zona Bianca”.

La misura scaturisce da un esposto presentato dai legali dei genitori della povera Chiara Poggi, i quali non hanno gradito che nei citati programmi fossero state mandate in onda alcune immagini che ritraevano il corpo della vittima – immagini che per la cronaca girano tra i media sin dal 2007 e che fanno parte degli atti dei cinque processi a carico di Alberto Stasi – due puntate andate rispettivamente in onda il 30 marzo e il 9 luglio del 2025. “Per Pasquale Stanzione – scrive Antonietta Ferrante -, presidente del Garante per la protezione dei dati personali, la visione dei particolari del corpo di Chiara Poggi ‘non risulta giustificata sotto il profilo dell’essenzialità dell’informazione riguardo a fatti di interesse pubblico’ e tale diffusione ‘ha concretato una grave violazione della dignità della vittima e della sua famiglia’.

Dopodiché il Garante entra ancor più nel merito e dichiara: tali immagini “sono ingiustamente lesive della dignità personale della vittima e della sua famiglia senza nulla aggiungere alla narrazione dei fatti e delle vicende legate al caso giudiziario che i giornalisti si propongono di raccontare. Non vi è infatti – si legge – alcuna informazione ulteriore che può essere tratta dalla visione di tali immagini né a beneficio di coloro che contribuiscono al racconto pubblico della vicenda, né dei cittadini che intendano informarsi sui fatti e le circostanze del delitto. Le immagini in questione non concorrono neanche a conferire profili di originalità alle notizie in quanto non si tratta di particolari ‘nuovi’ rispetto a quanto già riportato abbondantemente in precedenza. La pubblicazione delle immagini del sangue e del cadavere non supera il test di proporzionalità in quanto il sacrificio della dignità e della riservatezza richiesto non si giustifica alla luce dei benefici informativi che la proiezione di tali immagini ha apportato al dibattito pubblico e ai cittadini”.

Quindi, per tradurre nel linguaggio di noi comuni mortali, secondo Stanzione non ci sarebbe alcun elemento di novità anche nella nuova indagine, tale da giustificare un eventuale approfondimento giornalistico attraverso la visione di dette immagini.

Ebbene, ci permettiamo di segnalare al Garante della Privacy che nel merito novità ci sono e anche piuttosto rilevanti, visto che la professoressa Cristina Cattaneo, consulente della Procura di Pavia, ha stabilito, contrariamente alla relazione medico legale del 2007, che Chiara Poggi riporta sul corpo evidenti ferite multiple da difesa. Quindi, considerando il grande interesse pubblico che questo caso paradigmatico ha assunto da tempo, francamente si fa molta fatica a comprendere cosa ci sia di così lesivo nel riproporre alcuni parziali elementi fotografici che sono agli atti da quasi vent’anni e che sono attualmente oggetto di una profonda riscrittura da parte degli investigatori guidati da Fabio Napoleone.

Per quanto riguarda questo ennesimo e sgradevole episodio del dramma infinito di Garlasco, credo che l’uso della censura dovrebbe sempre rappresentare l’estrema ratio, anche in considerazione del fatto che troppi lato oscuri stanno emergendo dalla prima e, francamente, claudicante indagine. Inoltre, se per avventura qualcuno pensasse di bloccare la medesima indagine attraverso esposti o segnalazioni, egli si sbaglierebbe di grosso. Oramai il treno della giustizia è in corsa e non penso lo si possa fermare penalizzando questo o quel programma televisivo. Sotto questo profilo, mi sento in grado di sostenere che la battaglia mediatica per riaffermare la colpevolezza di Alberto Stasi risulta persa da tempo.

Claudio Romiti, 1° agosto 2026

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