Esteri

Maduro, così ha venduto il Venezuela ai terroristi islamici

Secondo funzionari statunitensi l'Isla Margarita è diventata negli anni la più importante base operativa di Hezbollah in Occidente

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Uno scooter con un uomo della Milizia alla guida e il passeggero che imbraccia un fucile mitragliatore, sparando in corsa sulle vittime designate, in primis civili. La scena è speculare: stesso stile, stesso metodo, stessi fotogrammi di assassinio nelle strade di Caracas o di La Guaira, così come nei territori palestinesi o a Gaza. Una matrice comune, ma anche un addestramento comune, come molti sapevano e sanno: e non avrebbe potuto accadere diversamente dato che gli istruttori, erano e sono gli stessi in Medio Oriente così come in Venezuela: in Siria e Libano i trainer di Hezbollah e di Hamas; dall’altro lato dell’oceano Atlantico ancora loro, i formatori di guerriglia cittadina di Hezbollah, Hamas e Iran.

Dietro l’immagine “diroccata” delle spiagge che negli anni settanta e ottanta erano quelle dei vip, nell’Isla Margarita si cela la più pericolosa roccaforte del terrorismo islamico, al di fuori delle mura amiche dei Paesi mediorientali, dell’Iran e delle troppe città europee che hanno alzato bandiera bianca. Pochi giorni prima di Natale, lo aveva denunciato senza mezzi termini il segretario di Stato, Marco Rubio. Ecco alcuni brani riportati in esclusiva da Fox news e poi ripresi da altri media.

“La singola minaccia più grave” per gli Stati Uniti proviene – aveva detto pochi giorni fa Rubio durante la conferenza stampa di fine anno – dall’emisfero occidentale ed è portata da gruppi criminali terroristici transnazionali, che hanno costruito prima con Chavez e poi Maduro, una straordinaria testa di ponte nell’Isla Margarita; soppiantando resort e alberghi, con campi di addestramento militare ma anche centrali operative di intelligence, inclusa quella che per anni avrebbe garantito a palestinesi dell’ala estrema, membri di Hamas e specialmente a Hezbollah di provenienza siriana e libanese di poter contare su un passaporto venezolano e quindi di entrare in Europa nonché negli Stati Uniti, per una via privilegiata.

Tra il 2010 e il 2019 le autorità venezuelane avrebbero rilasciato oltre 10.400 passaporti a individui provenienti dal Medio Oriente. Secondo funzionari statunitensi, l’avamposto venezuelano è la più importante base operativa di Hezbollah nell’emisfero occidentale, rafforzata dalla crescente presenza iraniana e dalla protezione del regime di Maduro. Un avamposto che addestra e garantisce la polizia parallela (la milizia) del dittatore, ma anche una base logistica per azioni terroristiche in tutto il mondo occidentale. Inoltre nell’isola si sarebbe consolidata – secondo l’intelligence e non solo americana – l’alleanza fra i grandi cartelli della droga (in particolare con il Cartel de los Soles) e i terroristi.

In una testimonianza scritta presentata al Senate Caucus on International Narcotics Control per un’audizione del 21 ottobre, Marshall Billingslea, ex sottosegretario per il finanziamento del terrorismo e i crimini finanziari del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha fatto risalire la trasformazione dell’isola a oltre due decenni fa. Sotto Hugo Chávez, ha scritto, il Venezuela «aprì le sue porte a Hezbollah, permettendo al gruppo guidato dalla Forza Al Quds di stabilire una presenza significativa sull’isola di Margarita».

Secondo Billingslea, Hezbollah si è radicato nell’economia dell’isola di Margarita, sfruttandone lo status duty-free e l’accesso transfrontaliero alla Colombia per generare entrate tramite il contrabbando e l’importazione di droga. Ha affermato che il gruppo gestisce un’ampia gamma di aziende sull’isola e mantiene anche diversi campi di addestramento. Uno sviluppo recente in Medio Oriente ha ulteriormente accresciuto l’importanza dell’isola di Margarita, ha detto Billingslea. La campagna di Israele contro Hezbollah in Libano ha danneggiato la leadership militare e l’infrastruttura finanziaria del gruppo, costringendolo a fare maggiore affidamento sulle reti all’estero: Hezbollaah ha trasferito centinaia di combattenti in Venezuela rendendo ancora più importante per il gruppo terroristico la raccolta fondi e la generazione di entrate provenienti dall’America Latina e trasformandosi in una minaccia diretta per gli States..

Parallelamente il ruolo dell’Iran in Venezuela si è rafforzato insieme a quello di Hezbollah. Non solo per il monopolio nel commercio di armi e droni in cambio di oro, ma anche per la rete strategica di banche venezuelane a gestione iraniana. Proventi su droga, narco-traffico, armi e petrolio si incrociano proprio in banche che non potrebbero esistere e operare in Paesi islamici, perché contrarie alla Sharia, ma estremamente comode per gestire una finanza ombra. Sanzionate da Stati Uniti e Unione europea hanno trovato sbocchi comodi in Cina e Russia. Fra queste Iran-Venezuela Bi-National Bank, quindi Banco de Desarrollo.

Bruno Dardani, 6 gennaio 2026

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