
Alcuni, compreso il sottoscritto, hanno definito la surreale avventura della Global Sumud Flotilla una pagliacciata a puro scopo propagandistico, organizzata da una macedonia di anime belle di stampo progressista che lottano per lo Stato palestinese, a prescindere da chi si trovi a rappresentarlo, contro le destre cattive e guerrafondaie, contro il riscaldamento climatico e contro chiunque osi solo mettere in discussione i lori assunti dogmatici.
Tant’è che in questi giorni si è scatenata una clamorosa diatriba interna al composito movimento pacifista che sostiene il brancaleonesco raid navale. Da quanto riportano molti giornali, Claudio Locatelli, sedicente “giornalista combattente”, intende aggregarsi alla brancaleonesca flotta con una imbarcazione da lui stesso ribattezzata Vascello stampa.
https://www.youtube.com/watch?v=Ox2v7NjPI7k
Tuttavia, i “campioni” delle libertà a senso unico non lo vogliono ed hanno immediatamente preso le distanze dall’iniziativa di Locatelli, realizzando un clamoroso autogol, visto che tra le accuse che costoro muovono ad Israele vi è quella di impedire ai giornalisti internazionali di entrare nella striscia di Gaza.
In tal senso, Maria Elena Delia, portavoce della GSF, si è così espressa: “La barca ‘press’ di Claudio Locatelli non è mai stata formalmente autorizzata a far parte della Global Sumud Flotilla, men che meno a raccogliere fondi a nome della Flotilla. La nostra è una missione seria. Le persone e le imbarcazioni che ne fanno parte hanno affrontato e superato un lungo e rigido processo di controllo e formazione, oltre a un percorso di condivisione di valori e pratiche di pacifismo e nonviolenza”.
Insomma, cari compagni combattenti per la libertà della Palestina, non è mica facile entrare in questo pagliaccesco esercito della salvezza in navigazione per Gaza. Se prima non affrontate e superate un lungo e rigido di indottrinamento, col cavolo che vi facciamo abili e arruolati nelle nostre truppe del bene assoluto.
Ovviamente, lo stesso Locatelli ha però spiegato ai radical-chic della GSF che il mare – in particolare quello delle acque internazionale vogliamo precisare – rappresenta uno spazio libero.
Ma evidentemente per i responsabili della Flotilla vale sempre il confuso principio espresso in una celebre canzone di Giorgio Gaber, secondo cui “La libertà non è uno spazio libero, la libertà è partecipazione”. E difatti costoro non intendono far partecipare Locatelli alla loro pagliaccesca iniziativa. Hasta la revoluciòn siempre!
Claudio Romiti, 6 settembre 2025
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