Make Europe Islamic Again: tutti i soldi Ue per il “Corano europeo”

Il governo francese, secondo Le Figaro, contesta i finanziamenti elargiti dall'Europa ai movimenti musulmani: le cifre sul tavolo

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Poche settimane fa è scoppiato lo scandalo legato al “Corano Europeo”. Parliamo del progetto di ricerca finanziato dal Consiglio europeo della ricerca, organismo creato dalla Commissione europea e finanziato dal bilancio dell’Ue. In buona sostanza, come testimoniato dall’inchiesta del Journal Du Dimanche, sono stati spesi 10 milioni di euro per un progetto di studio del testo sacro islamico che, secondo i ricercatori coinvolti, “ha svolto un ruolo importante nel plasmare la diversità religiosa e l’identità dell’Europa nel Medioevo e all’inizio dell’epoca moderna e continui a farlo”. In particolare, il progetto accende i riflettori su come il Corano “abbia influenzato la cultura e la religione in Europa tra il 1150 e il 1850”.

Ma non è finita qui. Secondo quanto riportato da Le Figaro, la Francia sarebbe pronta a denunciare molti altri sussidi che Bruxelles avrebbe concesso a organizzazioni lontane dai valori europei, in particolare responsabili di promuovere l’Islam radicale e l’antisemitismo. Il governo francese tramite il ministro delegato Benjamin Haddad avrebbe deciso di inviare una missiva alla Commissione europea per chiedere di “raddoppiare gli sforzi” nella lotta contro l’antisemitismo e l’incitamento all’odio, nonché di “difendere i valori europei (…) evitando qualsiasi finanziamento a entità e individui ostili ai valori europei”, sottolineando che questi “fallimenti (…) rischiano di nuocere gravemente al sostegno dei nostri concittadini al progetto europeo”.

La mossa di Parigi sarebbe legata a una serie di rivelazioni del quotidiano “che dimostrano la mancanza di vigilanza della Commissione e la capacità delle organizzazioni islamiste di approfittare della sua ingenuità”. Questi sussidi europei dovrebbero sostenere azioni “rispettose dei valori dell’UE”, il che implica il rispetto della democrazia e dei diritti umani, ma secondo Parigi non funzionerebbe proprio così, anzi. E il “Corano Europeo” è solo uno dei tanti esempi disponibili, evidenzia Atlantico.

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L’obiettivo principale del governo francese è quindi quello di denunciare l’assegnazione di fondi europei a organizzazioni vicine all’Islam radicale. In particolare, sarebbe nel mirino l’associazione FEMYSO (Forum delle organizzazioni giovanili e studentesche musulmane europee), che riunisce una trentina di associazioni giovanili di 22 paesi europei e che verrebbe ritenuta vicina ai Fratelli Musulmani. In totale, avrebbe ricevuto complessivamente più di 210.000 euro dall’Ue. Questa associazione si oppone molto spesso alla Francia per la sua concezione di laicità, denuncia leggi come quella che vieta di indossare simboli religiosi ostentati nelle scuole o di indossare il burka negli spazi pubblici, Una campagna pubblicitaria realizzata dall’associazione per il Consiglio d’Europa presentava manifesti a favore del velo, sui quali si leggeva: “La bellezza sta nella diversità, la libertà nell’hijab” oppure “Porta gioia, accetta l’hijab”.

Tra le organizzazioni prese di mira ci sarebbe la Ong internazionale Islamic Relief Worldwide o l’Università di Gaziantep, nella Turchia meridionale. Allo stesso modo, più di due milioni di euro sono stati versati anche all’Università islamica di Gaza, accusata di aver ospitato esponenti di Hamas dalla senatrice dell’UDI per Orne Nathalie Goulet, secondo Le Figaro. Per prevenire tali presunti abusi, il ministro francese Haddad suggerirebbe diverse soluzioni, tra cui una “procedura di filtraggio” più rigorosa di quella delle commissioni e l’istituzione di “linee guida” mirate a orientare le scelte delle agenzie europee ed eliminare immediatamente le organizzazioni colpevoli di “ostilità ai valori europei”.

Franco Lodige, 19 maggio 2025

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