
“Non tutte le tempeste arrivano per distruggerti la vita. Alcune arrivano per pulire il tuo cammino”, suggeriva saggiamente Seneca, incoraggiando il prossimo a saper cogliere anche il valore delle esperienze più negative. Un pensiero assai profondo e di grande valenza motivazionale, quello attribuito all’eclettico filosofo della Roma imperiale, che racchiude in sé la formidabile esortazione di riuscire a trovare, anche negli eventi potenzialmente distruttivi, un’irrinunciabile occasione di crescita. Giova dannatamente affrontare le difficoltà, e giovano ancor di più i saggi insegnamenti e la viva lucidità di chi, come Lucio Anneo Seneca, dimostrava di possedere la prodigiosa lungimiranza necessaria per scorgere oltre la tempesta nuove straordinarie opportunità. Insegnamenti che, tra l’altro, potrebbero senz’altro tornare utili agli affranti catastrofisti del giorno dopo le urne. A quelle vedove inconsolabili completamente incapaci di superare lo shock post-voto seguito alla sconcertante notizia dell’elezione di Zohran Mamdani quale nuovo sindaco di New York. Una sciagura di portata epocale che finirà col produrre danni incalcolabili per la devastata comunità newyorkese. Un autentico dramma collettivo da cui scaturiranno presto disastri naturali e pestilenze, guerre nucleari, invasioni aliene e cataclismi vari che cambieranno irreversibilmente il volto della Grande Mela.
Eppure, a chi volesse destarsi dall’incubo improvvisamente materializzatosi dopo la tragica elezione del primo sindaco musulmano della storia di Nuova York, probabilmente secondo solo all’incontenibile eccitazione di chi già sogna Mamdani nelle vesti di eroe mitologico del nostro tempo, una sorta di fusione a freddo tra Che Guevara e Robin Hood, andrebbe fatto notare che, anche in tal caso, esiste un mondo di potenziali irripetibili occasioni che potrebbe affiorare proprio nel bel mezzo della tempesta.
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Un palcoscenico scomodo e al contempo sfavillante, come quello che si è recentemente guadagnato Zohran Mamdani, finirà infatti, inevitabilmente, col mettere a nudo falle, menzogne e criticità di quel massimalismo estremo e dogmatico che coniuga l’ideologia coranica più radicale e quella socialista di stampo marxista. Per un Occidente confuso e fatalmente incantato dal fascino letale delle sirene islamo-marxiste, la deriva newyorkese, oggi incarnata dal volto del decolonizzatore anticapitalista Mamdani, potrebbe pertanto fungere quale miglior monito possibile in grado di generare, nelle genti occidentali, un risveglio uguale e contrario rispetto alle pressanti e apparentemente inesauribili spinte di matrice woke.
L’obiettivo da raggiungere, risiederebbe, dunque, nell’eventualità di smascherare una volta per tutte l’inebriante propaganda antioccidentale dell’integralismo marxislamista, dinanzi al quale, persino il trumpismo esasperato dei Maga più radicali finirebbe per apparire come docile e moderato agli occhi dell’opinione pubblica. Ecco che, persino la “distruttiva” elezione del neo primo cittadino della Grande Mela, porterebbe in dote un vastissimo bagaglio di nuovi spazi e opportunità da cogliere.
Salvatore Di Bartolo, 8 novembre 2025
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