Marco Rizzo: “La mia sinistra non c’è più. Gli immigrati? Non devono più entrare”

Il leader di Democrazia Sovrana Popolare ospite del podcast Sette Vite: "Oggi i sindacati servono più ai sindacalisti che ai lavoratori"

7.1k 16

Chiudere l’anno con un’intervista che provoca e fa riflettere: è questo lo spirito con cui ho voluto realizzare la nuova puntata di “Sette Vite”, ospitando il leader di Democrazia Sovrana Popolare Marco Rizzo per un’analisi dei principali fatti del 2025. Rizzo arriva con il suo nuovo libro, ma chiarisce subito: «Non è una marchetta, è una mezza marchetta. Il libro per ora si trova solo su Amazon perché nessun editore ha avuto il coraggio di pubblicarlo». Da lì, la conversazione si trasforma in un viaggio attraverso politica, società e costume, con la sua inconfondibile cifra: dire ciò che pensa anche quando è scomodo. Sull’episodio della famiglia che vive nel bosco in Abruzzo, Rizzo è netto: «È logico che i bambini vadano protetti, ma se non ci sono violenze o abusi, togliere dei figli ai genitori è una follia. Oggi la socialità dei bambini qual è? Quella dello smartphone, quella di buttarli in un angolo per ore».

Abbiamo parlato anche del dibattito sul “consenso libero e attuale”: «È una cosa che non esiste. È politica woke, roba da matti. Un mio amico vuole fare un’app per registrare il consenso prima di un rapporto: ma siamo impazziti? È la morte civile della sessualità».

Sul fronte internazionale, Rizzo non risparmia critiche: «La causa palestinese è importante, ma non si usa per far carriera. Usare la sofferenza di un popolo per crescere politicamente è ipocrisia pura». E se parliamo di scioperi, Rizzo ricorda la sua esperienza di militante: «Oggi i sindacati servono più ai sindacalisti che ai lavoratori. La Cgil è diventata un elemento di calmieramento sociale. In Francia bloccano il Paese per difendere le pensioni, da noi quattro ore di sciopero contro la legge Fornero».

Sul tema dell’educazione sessuale nelle scuole, il leader di Democrazia Sovrana Popolare non si nasconde: «Un conto è parlare di prevenzione e malattie, un altro è introdurre corsi per bambini trans di quattro anni. Se avessi una figlia e le facessero una cosa del genere, andrei a scuola col bastone». Rizzo difende la visione sovranista anche sul piano internazionale: «Trump rompe l’ipocrisia, fa gli interessi del suo popolo. In Italia e in Europa non siamo abituati a politici che difendono i propri cittadini». E su Putin aggiunge: «Ha salvato la Russia dal saccheggio post-sovietico. Non vuole invadere l’Europa, vuole solo vendere gas e non avere missili a un minuto da Mosca».

Con amarezza, Rizzo parla della sinistra di oggi: «La mia sinistra era quella di Berlinguer davanti ai cancelli della Fiat. Quella sinistra non c’è più. Ora vedo sindaci che fanno a gara per salire sul carro del Gay Pride». Mentre sull’immigrazione, la posizione è radicale: «Non deve entrare più nessuno, se no ci salta la sanità pubblica, le pensioni, lo Stato sociale. L’integrazione va fatta con chi è già qui, ma con il lavoro. Chi non lavora, fuori dai giochi».

Marco Rizzo non risparmia critiche alla classe dirigente: «L’astensionismo nasce perché si fanno promesse e poi non si mantengono. Da destra a sinistra, tutti hanno tradito. Di Maio Ministro degli Esteri è stata una botta per la politica: oggi guadagna trecentomila euro nel Golfo e nessuno dice nulla». L’intervista si chiude con un messaggio che è anche un auspicio: «Speriamo che l’Italia possa invertire o almeno attenuare questo profondo declino che abbiamo stando in Europa con questi matti che ci governano. La mia vita è politicamente scorretta, ma almeno è libera».

La puntata è online su Youtube

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version