Cronaca

Mario Adinolfi contro Selvaggia Lucarelli: “Sul caso Stasi avete devastato un ragazzo”

Nel pieno delle nuove acquisizioni investigative sul caso Stasi, il leader del Popolo della Famiglia accusa la giudice di Ballando con le stelle di aver alimentato un “massacro mediatico”

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Sul caso del delitto di Garlasco, che sta portando alla luce, malgrado le nuove e clamorose acquisizioni degli inquirenti, l’irriducibile accanimento dei detrattori di Alberto Stasi, mi ha particolarmente colpito un recente intervento pubblicato sui social da Mario Adinolfi. Un intervento in cui attacca frontalmente Selvaggia Lucarelli, una delle più fervide sostenitrici della sentenza passata in giudicato.

Queste le sue lapidarie parole: “Selvaggia Lucarelli è impegnatissima in queste ore a giudicare a gettone le gesta della Mussolini e della Elia, a propagandare il triste show taleban-animalista del fidanzatino, ma soprattutto a parlarci di Garlasco usando la sua unica arma: la maldicenza.

Se sei stata, con la complice Roberta Bruzzone, per anni a proclamare ‘è stato Stasi’, quantomeno ora un po’ di prudenza. Invece non passa giorno che non azzanni ogni innocentista.

Pur di non ammettere di essere tra le aguzzine che stanno devastando la vita di un ragazzo dandogli dell’assassino solo per cinico tornaconto personale, ora la Lucarelli si accanisce in particolare contro le giornaliste Rita Cavallaro e Albina Perri, contro l’avvocato Giada Bocellari e contro Federica Panicucci. Tutti hanno paura di lei e nessuno reagisce. Un’altra conduttrice mi ha scritto: ‘Non scontrarti con lei, con me si è messa di punta e non dormivo più. Ha provato a rovinarmi la vita, ora non la nomino mai per evitare guai’”.

Ora, io non so se la popolare giudice di Ballando con le stelle reagirà all’attacco personale rispondendo sui social, attraverso una querela — strumento che in questo frangente sembra andare molto di moda — oppure ignorando semplicemente l’aspra critica di Adinolfi.

Mi permetto solo di sottolineare che, per quanto riguarda il massacro mediatico che Alberto Stasi ha subito per quasi un ventennio, rientra nell’ordine delle cose che chi ne abbia in qualche modo beneficiato professionalmente oggi venga, a sua volta, posto metaforicamente sul banco degli imputati. Come si suol dire: il mondo è fatto a scale.

Claudio Romiti, 17 maggio 2026

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