Martina “fidanzata” a 12 anni. Stavolta ha ragione De Luca

Il presidente della Campania accusato di "giustificazione maschilista". Ma dopo l'omicidio di Martina Carbonaro esortare alla prudenza non è "patriarcale"

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De luca Martina

Anche un orologio rotto due volte al giorno riporta l’ora giusta, e sul piano del dibattito pubblico Vincenzo De Luca ne rappresenta la piena conferma.

Intervenendo agli Stati generali sull’ambiente 2025 in corso alla Mostra d’Oltremare di Napoli, il presidente della Campania ha scatenato un putiferio nel mondo femminista in merito all’efferato omicidio (anche io mi rifiuto di definirlo femminicidio al pari di Giuseppe Cruciani) della povera Martina Carbonaro, massacrata a colpi di pietra da uno dei tanti cavernicoli dell’era moderna.

In particolare, è la seguente affermazione che ha scatenato l’ira funesta di una cosiddetta influencer – termine che mi provoca l’orticaria -, Valeria Angione, la quale era seduta a fianco di De Luca: “La 14enne – ha sottolineato il nostro, manifestando, a mio avviso, una ragionevole perplessità – era fidanzata da due anni con un ragazzo – che per la cronaca sta per compiere 19 anni -. È normale che una ragazza di 12 anni, che è una bambina, si fidanzi senza che nessuno dica niente? Per me è un problema”.

Ma come spesso succede in questo campo, vuoi per idiozia indotta da furore ideologico e vuoi per mera malafede, la risposta immediata dell’influencer ha completamente stravolto il punto nodale toccato da De Luca, ovvero il senso di responsabilità di chi, e non mi riferisco solo ai genitori, nella società odierna dovrebbe accompagnare lo sviluppo degli adolescenti.

Tant’e che l’Agnone, accusando De Luca di volersela prendere con la vittima, così lo contesta: “Non è un problema della ragazza che aveva 14 anni ma del ragazzo che l’ha ammazzata”. Immediata la risposta del politico campano: “Io direi a quelli della mia generazione di essere padri e madri, non finti giovani, soprattutto con i figli maschi. Ovviamente concordo con il fatto che la violenza che eserciti, quale che sia l’interlocutore, è sempre violenza. Non c’è dubbio che la donna abbia il diritto di fare come vuole. Poi posso dire, da padre, che siccome nel mondo ci sono anche persone che hanno un po’ di disturbi, che hanno un po’ di fragilità, forse è ragionevole avere un po’ di prudenza”.

Ma ancora più insensata e fuori luogo mi è sembrato l’attacco rivolto a De Luca, il quale sostanzialmente si è richiamato all’aspetto spesso misconosciuto di una seppur discreta vigilanza sui minori, da Mara Carfagna, eletta nelle liste di Azione e passata da qualche mese nelle file di Noi Moderati: “Le parole del governatore De Luca sul femminicidio di Afragola ripropongono la vecchia giustificazione maschilista: è lei che se l’è andata a cercare. Spero siano respinte con forza da tutti: questo tipo di pensiero, più attento ai presunti ‘peccati’ della vittima che alle azioni ingiustificabili dell’assassino, è il segno più chiaro della cultura distorta e pericolosa di questi tempi”.

Non c’è niente da fare. Oramai il cosiddetto pensiero unico di radice progressista sembra aver prodotti danni colossali, ottundendo molte delle menti più brillanti. Infatti, in conclusione mi chiedo, come si fa a derubricare l’esortazione alla prudenza, che nei riguardi di ragazzine che giocano ancora con le bambole implica l’obbligo di una doverosa vigilanza, come il “segno di una cultura distorta e pericolosa?”.

Questo non significa che l’orrendo crimine si sarebbe potuto in ogni modo evitare. Ma il fatto che, come sottolineato da De Luca, nel mondo è pieno di individui disturbati, che per semplificare definisco cavernicoli, deve rappresentare un elemento da tenere sempre in considerazione da parte di genitori, parenti e affini. Altrimenti, correndo dietro ai paradigmatici obiettivi dello stesso pensiero politicamente corretto, in questo caso quello di estirpare ogni forma di violenza sulle donne attraverso una azione coordinata delle varie agenzie statali, la scuola su tutte, si tende ad abbassare ogni forma di sana prudenza, cullandoci in un falso senso di sicurezza.

Claudio Romiti, 31 maggio 2025

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