Mattarella mette sullo stesso piano Kiev e Gaza: “Chi colpisce i civili sia punito”

La visita al Bundestag per commemorare gli 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale. Il discorso farà discutere

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Berlino il 15 e 16 novembre 2025 in occasione della “Giornata del lutto nazionale”. La visita ha coinciso con l’anniversario degli 80 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale. Nella giornata del 16 novembre, Mattarella ha parlato al Bundestag, il parlamento federale tedesco, affrontando temi come la pace, la guerra e i valori condivisi tra Italia e Germania.

Accompagnato dal presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, Mattarella ha partecipato a una cerimonia al Palazzo del Reichstag e ha deposto una corona di fiori presso il Monumento della Nuova Guardia di Berlino. Il monumento è dedicato alle vittime della guerra mondiale e della tirannia.

La guerra di aggressione e il costo umano dei conflitti

Nel suo discorso, Mattarella ha definito la guerra di aggressione come un crimine. Ha sottolineato che “oggi oltre il 90% delle vittime dei conflitti è tra i civili”, rifacendosi ai dati delle Nazioni Unite. Il presidente ha inoltre dichiarato: “Oggi rivolgiamo il nostro sguardo, il nostro pensiero, alle vittime delle guerre e delle violenze. Dai militari caduti ai civili senza protezione”.

Mattarella ha poi ricordato gli orrori della guerra facendo riferimento a Kiev e Gaza, dove, secondo lui, il volto della guerra è diventato quello dei bambini, delle madri e degli anziani. Ha ribadito che il diritto internazionale umanitario deve proteggere i civili, e che violazioni quali bombardamenti sulle città, fame imposta o violenza sessuale non possono essere ignorate né giustificate.

Le sue parole faranno discutere. “Da Kiev a Gaza, chi colpisce i civili non resti impunito”, è il senso del messaggio che però sembra mettere sullo stesso piano l’invasione di Mosca a Kiev (senza pretesto è di aggressione) con la risposta militare di Israele ad un attacco terroristico sul suo territorio. Differenza di non poco conto.  “Da sempre la guerra ambisce a proiettare la sua ombra cupa sull’umanità. Il Novecento ha trasformato la tragedia dei soldati in tragedia dei popoli. Nei borghi d’Europa e nelle città distrutte dai bombardamenti, nelle campagne devastate, milioni di civili divennero bersagli – ha detto – Deportazioni, genocidi, hanno caratterizzato la Seconda guerra mondiale. Da allora, il volto della guerra non si riflette soltanto in quello del combattente, ma diviene quello del bambino, della madre, dell’anziano senza difesa. E’ quanto accade, oggi, a Kiev, a Gaza. La guerra totale esige non la sconfitta, la resa del nemico, ma il suo annientamento. Un accrescimento di crudeltà”.

Poi il monito: “Va ribadito con risolutezza: la sovranità di un popolo non si esprime nel diritto di portare guerra al vicino. La volontà di avere successo di una nazione non si traduce nel produrre ingiustizia. La guerra di aggressione è un crimine”.

Un monito ai nuovi “dottor Stranamore”

Utilizzando un riferimento al celebre film di Stanley Kubrick, Mattarella ha parlato di nuovi “dottor Stranamore” che invitano ad “amare la bomba”, ribadendo che la sovranità non dà a nessun popolo il diritto di portare guerra ai propri vicini. Ha descritto la guerra totale come una tragedia che non mira solo alla sconfitta del nemico, ma al suo annientamento, evidenziando il pericolo rappresentato dall’era atomica, dove un unico gesto può distruggere intere città.

“Tocca ai nostri popoli, uniti nella sofferenza e nell’esperienza del passato, opporre la forza del diritto al preteso diritto della forza”, ha dichiarato.

Durante il suo intervento, Mattarella ha evidenziato l’importanza della memoria storica, ricordando le sofferenze della Seconda guerra mondiale come monito per le generazioni future. Ha affermato: “Mai più sia la nostra consegna”. Il presidente ha sottolineato come pace e democrazia siano strettamente collegate, e come queste debbano essere costantemente difese contro rischi come razzismo, disuguaglianze e aggressioni.

Rivolgendosi alla comunità internazionale, Mattarella ha ricordato che gli accordi del dopoguerra, come le Nazioni Unite e le Convenzioni di Ginevra, miravano a costruire un sistema fondato sul rispetto dei diritti umani e sulla protezione dei civili.

Cooperazione italo-tedesca e premi per l’impegno comune

Durante la visita a Berlino, Mattarella e Steinmeier hanno consegnato il Premio dei Presidenti, un riconoscimento istituito nel 2020 per evidenziare i partenariati tra comuni italiani e tedeschi. Il premio, giunto alla terza edizione, celebra progetti dedicati a cultura, giovani, coesione sociale e innovazione.

Mattarella ha definito la cooperazione tra Italia e Germania come un’opportunità per unire le memorie storiche e rafforzare i valori di apertura e condivisione. “Questi progetti dimostrano i benefici che derivano dall’apertura al mondo e danno fiducia nell’avvenire che ci unisce nella cornice europea”, ha dichiarato il presidente.

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