
Nei giorni scorsi, il ministero degli Esteri russo ha pubblicato online un elenco di politici e rappresentanti istituzionali di vari Paesi occidentali, accusandoli di aver usato espressioni considerate “hate speech” contro la Russia. Tra questi nomi compare il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, insieme al ministro degli Esteri Antonio Tajani e al ministro della Difesa Guido Crosetto. I tre politici italiani sono stati inseriti in questo elenco come esempio di figure che, secondo Mosca, avrebbero assunto posizioni ostili nei confronti del governo russo. Il caso ha lanciato un nuovo fronte nella già difficile relazione diplomatica tra Italia e Federazione Russa.
Riguardo a Sergio Mattarella, il documento russo cita una frase pronunciata durante un discorso all’Università di Marsiglia il 5 febbraio 2025. In quella circostanza, il Presidente aveva tracciato un parallelo tra l’attacco russo in Ucraina e le guerre di conquista del Terzo Reich tedesco. Per quanto riguarda Antonio Tajani, Mosca fa riferimento a un’intervista rilasciata al Messaggero il 24 febbraio 2024, dove il ministro degli Esteri paragonava la resistenza ucraina a quella dei partigiani italiani durante la Seconda guerra mondiale. Per Guido Crosetto, la contestazione arriva da un’intervista pubblicata il 6 maggio 2024, sempre su Il Messaggero, dove il ministro della Difesa esprimeva forti timori sulla strategia di Vladimir Putin, dicendo: “Temo che Putin voglia tutta l’Ucraina. È ovvio che ha in mente un ordine internazionale in cui chi è più forte prende gli altri Paesi se e quando vuole”.
Il contenuto e la struttura della lista russa
Nella lista pubblicata dal ministero degli Esteri russo si trovano politici e rappresentanti di 13 Paesi occidentali, con un forte peso per quelli appartenenti all’Unione Europea e alla Nato. Tra i nomi più noti citati, oltre a Mattarella, figurano Emmanuel Macron, presidente della Francia; Friedrich Merz, cancelliere tedesco; Mark Rutte, segretario generale della Nato (presente tre volte); e Kaja Kallas, Alto rappresentante UE per la politica estera (citata sette volte). Riguardo agli Stati Uniti, c’è una sola affermazione inserita, quella del senatore Lindsey Graham, che su X aveva scritto: “Se Putin e gli altri si chiedono cosa succederà al giorno 51, consiglio loro di telefonare all’Ayatollah”. Il documento pubblicato da Mosca è intitolato “Esempi di dichiarazioni di responsabili e rappresentanti delle élite di Paesi occidentali sulla Russia che usano l’hate speech”.
La reazione immediata del governo italiano e la convocazione dell’ambasciatore russo
Immediatamente dopo la diffusione della lista, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha fatto sapere di voler convocare l’ambasciatore russo a Roma per chiedere spiegazioni dirette e protestare formalmente contro l’iniziativa. In particolare, il ministro Antonio Tajani ha definito “provocazione” l’inclusione del Capo dello Stato e delle alte cariche italiane in un elenco di questo tipo. Tajani ha dichiarato la propria solidarietà istituzionale e personale a Mattarella. L’ambasciatore russo è stato quindi convocato, e diverse fonti della Farnesina hanno descritto l’atto come un gesto “grave e inaccettabile”.
Solidarietà a Mattarella e reazioni politiche in Italia
Il gesto di Mosca ha trovato una risposta compatta da parte delle istituzioni italiane. In Senato, tutti i gruppi politici hanno espresso solidarietà a Sergio Mattarella. Senatori come Graziano Delrio (PD), Enrico Borghi (IV), Stefania Craxi (FI), Lucio Malan (FdI), Massimiliano Romeo (Lega), Micaela Biancofiore (NM), Bruno Marton (M5S), Tino Magni (Avs) e Luigi Spagnolli (Autonomie) sono intervenuti per sottolineare che il Presidente della Repubblica non ha mai espresso odio verso il popolo russo, ma solo condanna verso l’azione del governo russo in Ucraina. Anche dal governo l’appoggio è stato totale, con una chiara richiesta di rispetto verso le istituzioni italiane e il loro ruolo internazionale.
Oltre ai rappresentanti italiani, nel documento russo sono inclusi anche altri esponenti di spicco internazionali e una parte dedicata ai funzionari ucraini. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha etichettato alcune delle dichiarazioni occidentali come “blasfeme”. La lista comprende due elenchi distinti, uno per l’anno 2024 e uno per il 2025. All’interno della sezione italiana, oltre a Mattarella, Tajani e Crosetto, figura anche Stephane Sejourné (francese, vicepresidente della Commissione europea), mentre in altri Paesi vengono menzionati sia politici che semplici funzionari.
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