Maxi-multa a Report, Ranucci esagera: “Garante armato per colpirci”

Il caso degli audio di Sangiuliano con la moglie costano caro alla Rai. E il conduttore urla allo scandalo: "Emanazione del governo"

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Sangiuliano Ranucci Report

Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione d’inchiesta “Report” su Rai 3, è tornato a parlare dopo l’attentato subito il 16 ottobre. Un ordigno esplosivo aveva distrutto due auto di famiglia davanti alla sua abitazione a Campo Ascolano, frazione di Pomezia. L’accaduto ha attirato l’attenzione di media e politici, che hanno espresso solidarietà verso il giornalista. Tuttavia, Ranucci ha sottolineato che questa solidarietà è stata spesso accompagnata da atteggiamenti contraddittori.

Il ruolo del Garante della Privacy

Durante una conferenza stampa al Parlamento europeo, organizzata dall’eurodeputato Sandro Ruotolo, Ranucci ha accusato il Garante della Privacy italiano di essere usato “come un’emanazione del governo”. Il giornalista sostiene che l’autorità sarebbe pronta a sanzionare “Report” per alcune puntate che hanno trattato argomenti sensibili legati a figure politiche. Secondo Ranucci, il Garante avrebbe seguito indicazioni di natura politica. “Chiedo che il Garante europeo verifichi come sta operando quello italiano”, ha detto.

La maxi-multa alla Rai per Report

Le tensioni sono aumentate in seguito alla decisione del Garante della Privacy di comminare una multa di 150.000 euro alla Rai per violazioni sul trattamento dei dati personali. L’infrazione riguarda la diffusione, l’8 dicembre 2024, di un audio di una conversazione privata tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e sua moglie Federica Corsini. La conversazione era stata trasmessa durante una puntata di “Report”. L’Autorità ha dichiarato che la messa in onda ha violato disposizioni del Codice della Privacy e del GDPR, oltre a regole deontologiche legate alla professione giornalistica.

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Il Garante della Privacy ha respinto le accuse, definendole “gravissime” e ribadendo la propria indipendenza. Ha anche annunciato di riservarsi azioni legali per tutelare il proprio operato. Intanto, il Partito Democratico e altri rappresentanti di opposizione chiedono chiarimenti sull’imparzialità delle autorità e sul trattamento riservato al programma “Report”.

Lungi da noi difendere il Garante della Privacy e tutti o cookie che siamo costretti ogni volta ad approvare. Però dal criticare una multa ricevuta da una Autority a considerarla un attacco del governo, ce ne passa. Che poi: ma se siamo in piena Telemeloni, dove quelli antipatici vengono silurati, davvero l’esecutivo avrebbe bisogno del Garante colpire Report? Non basterebbe toglierlo dal palinsesto?

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