Meloni ai nostri soldati: “Se volete la pace, preparate la guerra”

La premier: no al pacifismo applicato alle forze armate. "Solo una forza militare credibile allontana i conflitti"

8.3k 60
Meloni forze armate

“La pace è un bene prezioso quando la si possiede e da ricercare con ogni sforzo quando la si perde”. È da questo presupposto che prende le mosse il messaggio pronunciato da Giorgia Meloni, in visita al Comando operativo di vertice interforze, dove la presidente del Consiglio ha partecipato a un collegamento in videoconferenza per rivolgere gli auguri natalizi ai contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

Un intervento denso, nel quale la premier ha voluto ribaltare una contrapposizione che, a suo giudizio, è tanto diffusa quanto fuorviante: “Questo lo comprende più di chiunque altro chi conosce la guerra ed è preparato a fronteggiarla. Per questo non ho mai accettato la narrazione di chi contrappone l’idea del pacifismo alle forze armate”.

Meloni ha richiamato esplicitamente la celebre formula latina si vis pacem para bellum, chiarendo però il significato che intende attribuirle: “Non è, come molti pensano, un messaggio bellicista. Tutt’altro, è un messaggio pragmatico. Il senso è che solo una forza militare credibile allontana la guerra”. Da qui una riflessione più ampia sugli equilibri internazionali: “La pace non arriva spontaneamente: è soprattutto un equilibrio di potenze. La debolezza invita l’aggressore, la forza allontana l’aggressore”.

Nel suo discorso, la presidente del Consiglio ha insistito sul valore della deterrenza, soffermandosi persino sulla sua radice linguistica: “Io sono appassionata di etimologia della parola, racconta sempre il senso più profondo di quello che noi diciamo. E l’etimologia della parola deterrenza arriva dal latino: il senso è incutere timore al punto da distogliere”. Un concetto che Meloni lega direttamente al lavoro svolto dai militari italiani nei contesti più complessi: “Quelle basi solide le costruite voi con il vostro sacrificio, con la vostra competenza, la vostra professionalità, il vostro coraggio”.

Il ringraziamento della premier si è caricato anche di un forte richiamo simbolico e identitario. “Io sono qui stamattina, sotto Natale, per dire grazie a nome della vostra madre patria, cioè della famiglia che racchiude tutte le famiglie, l’Italia”, ha detto, sottolineando come il contributo italiano alle missioni internazionali non sia solo una questione numerica. “L’Italia da sempre non è un Paese come gli altri nella sua capacità di offrire i propri sforzi di pace”.

Meloni ha ricordato i dati che collocano l’Italia tra i principali contributori alle missioni internazionali: primo Paese europeo per l’Onu, primo nelle missioni dell’Unione europea, secondo in ambito Nato. Ma ha subito precisato: “Non sono numeri. Il tema qui non è quanti sono gli uomini e quante sono le donne, il tema è perché. Questo sforzo racconta chi siamo”.

Secondo la presidente del Consiglio, ciò che distingue l’Italia è la capacità di tenere insieme dimensioni solo apparentemente opposte: “Noi siamo richiesti, apprezzati, invocati ovunque, perché sappiamo combinare capacità e umanità, forza e amore”. Una sintesi che si traduce in un approccio operativo particolare: “Sappiamo come combattere, ma conosciamo meglio di chiunque altro cosa si debba fare perché non si arrivi a dover combattere”.

Il passaggio finale è stato dedicato al concetto di coraggio, ancora una volta letto attraverso l’etimologia: “Coraggio viene dal latino, cor, cuore. È il cuore che in noi fa la differenza”. Un cuore che, nelle parole della premier, consente di andare oltre la logica amico-nemico, di entrare in empatia con i popoli e di resistere nei territori più difficili. “Quel cuore, il vostro cuore, determina la parte più significativa dell’autorevolezza e della credibilità della nostra nazione”.

Un messaggio che, alla vigilia delle festività, intreccia sicurezza, identità nazionale e riconoscenza istituzionale, ribadendo una linea chiara: la pace resta l’obiettivo più alto, ma passa anche dalla credibilità e dal sacrificio di chi è chiamato a difenderla.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version