
La Global Sumud Flotilla si trova ora a meno di 150 miglia dalle coste palestinesi. Nonostante le numerose richieste delle autorità italiane e greche, gli attivisti hanno respinto la proposta di consegnare gli aiuti tramite altre vie sicure, incluso un’offerta del Patriarcato Latino di Gerusalemme. La Marina israeliana ha intensificato le operazioni di controllo e si prepara a intervenire con metodi che includono il trasferimento degli attivisti e il rimorchio delle navi al porto di Ashdod. Alcuni natanti coinvolti potrebbero essere anche affondati.
Nave Alpino si ritira
La fregata Alpino della Marina italiana, che inizialmente aveva accompagnato la Flotilla, ha deciso di fermare la sua navigazione a circa 150 miglia da Gaza, lasciando proseguire le imbarcazioni. Maria Elena Delia, portavoce della delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, ha dichiarato: “Vedere una nave della Marina italiana dirci ‘tornate indietro o vi lasciamo da soli’ non è stato un bel sentire”.
Manovre israeliane
La Marina israeliana ha annunciato che utilizzerà altoparlanti per intimare agli attivisti di tornare indietro. In caso di rifiuto, le imbarcazioni saranno intercettate e gli attivisti trasferiti. Durante la notte, una delle barche di testa della Flotilla è stata circondata da navi militari israeliane per circa sei minuti, con disabilitazione a distanza dei sistemi di comunicazione. Il capitano ha dovuto compiere una manovra brusca per evitare una collisione. L’unità speciale Shayetet 13 è stata mobilitata per operazioni di controllo.
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Meloni: “Fermatevi”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito “irresponsabile” l’azione degli attivisti della Flotilla, affermando che la loro iniziativa va oltre motivazioni umanitarie, considerando che sono state rifiutate alternative più sicure. “Dopo gli appelli fatti dal presidente Mattarella in poi, ho visto cosa dicono altri leader europei, anche la Spagna, che è esattamente quello che sta facendo anche l’Italia, penso che il rischio di un’iniziativa che diceva di nascere per una questione umanitaria, poi non era così, ma per forzare un blocco navale – e già diventa un’altra cosa – del resto se fosse stata una questione umanitaria si sarebbero accolte le numerose proposte che sono state fatte per consegnare gli aiuti in sicurezza, mi pare che il tema sia altro, ma assume dei contorni che sono incredibili nella fase di queste ore”, ha detto la premier arrivando al Consiglio europeo informale di Copenaghen. “Perché è una fase in cui tutti quanti dovrebbero capire che esercitare la responsabilità, attendere mentre c’è un negoziato di pace è forse la cosa più utile che si può fare per alleviare le sofferenze del popolo palestinese. Ma forse le sofferenze del popolo palestinese non erano la priorità”. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha replicato accusando il governo italiano di non aver affrontato in modo adeguato la situazione: “In questo momento ci sono nostri connazionali in mare in condizioni complesse e delicate”. Anche se ieri aveva chiesto alla Flotilla di evitare di forzare il blocco.
Manifestazioni in Italia
Questa mattina, a Torino, un gruppo di studenti universitari ha manifestato davanti alla Cavallerizza Reale, durante la cerimonia di insediamento della nuova rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi. Lo slogan principale del corteo è stato “Boicotta Israele”, e i manifestanti hanno criticato apertamente il governo italiano per il suo approccio alla crisi della Flotilla. Dopo essersi radunati davanti all’edificio, i partecipanti hanno dichiarato: “O esce la rettrice o entriamo noi”.
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