Meloni è abituata troppo bene

Ogni giorno un po’ di veleno sulle cose del mondo

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caffè avvelenato meloni

Qui al bar vogliamo bene al Piddino, però ci divertiamo a prenderlo un po’ in giro per le imprese della sua imbattibile segretaria di partito. Elly Schlein, dopo il grottesco mercimonio tra Puglia e Campania pre-blindare le candidature del campo largo, si è vantata: la sinistra è unita per la prima volta da 20 anni, Meloni si abitui. Ma Meloni, di questo passo, si abituerà anche troppo bene, con un’opposizione che non ha proposte sull’economia che non siano di patente populismo a buon mercato, tipo il salario minimo; che si è accorta dei bilanci della sanità in sofferenza dopo che ha avallato una stagione di tagli feroci; che non sa cosa dire sull’Ucraina e che, su Gaza, prova a cavalcare il sentiment dei centri sociali confondendolo col senso comune, mediamente e comprensibilmente umanitario, degli italiani.

Certo, i fortini regionali si possono difendere o riconquistare. I risultati del voto non saranno indifferenti e il centrodestra dovrà prendere atto di eventuali sconfitte. Ma finché i volti della sinistra saranno questi, dalla Salis a Mimmo Lucano, passando per Zan e le innumerevoli correnti e correntine che farebbero le scarpe a Elly, c’è da scommettere che il premier dormirà sonni tranquilli a Palazzo Chigi. Anche perché qualcuno ha perso il senso della realtà: “La destra litiga per le poltrone”, ha detto sempre Schlein. Emiliano, Vendola e De Luca sono diventati già fascisti?

Il Barista, 8 settembre 2025

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