Qui al bar vogliamo essere molto chiari: non ci piace quando si usano i morti per le strumentalizzazioni politiche. E ci domandiamo: cosa c’entra Giorgia Meloni con la strage di Bologna?
Dicono: non ha menzionato, nel suo messaggio di cordoglio, la matrice neofascista dell’attentato. Possibile che siamo ancora qui? Se non condanna, la Meloni è complice; se condanna, non è abbastanza; se non cita il fascismo, è perché non vuole rinnegare le sue presunte radici; se lo cita, non è credibile, perché dentro il partito ha i nostalgici che a Carnevale indossavano le svastiche.
Il dolore di chi, il 2 agosto 1980, perse genitori, figli, fratelli, non può essere lenito nemmeno dopo 45 anni. Lo sappiamo. Ma l’onestà intellettuale di chi pattina sulla sofferenza per trovare qualcosa da dire, quella, è proprio spacciata? Cosa c’entra la Meloni con il fascismo? Cosa c’entra con la strage di Bologna, avvenuta nel 1980 quando la premier aveva 3 anni? E possibile che Elly Schlein sia incatenata all’usato sicuro, cioè il fascismo infinito? È possibile che sembri tutti così fermo, come quell’orologio di quella maledetta stazione in quella maledetta mattina?
Il Barista, 3 agosto 2025
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