Meloni-Macron, 4 ore per siglare la pace: cosa hanno deciso

La volontà comune di rilanciare un rapporto bilaterale strategico, ma non solo: ecco i dossier sul tavolo

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meloni macron

Accoglienza calorosa, sorrisi, una lunga stretta di mano e poche parole sussurrate all’orecchio. Il clima, davanti all’ingresso di Palazzo Chigi, è stato quello delle grandi occasioni. “È il parterre delle grandi occasioni, c’è molto interesse per questo bilaterale”, l’ironia di Giorgia Meloni rivolgendosi ai fotografi schierati in attesa dell’arrivo di Emmanuel Macron. Nonostante le tensioni accumulate negli ultimi mesi tra Roma e Parigi — dalla questione ucraina all’approccio diplomatico sul Medio Oriente, fino alle divergenze sulle relazioni commerciali con gli Stati Uniti — il presidente francese ha scelto di tornare a Roma per una visita interamente dedicata al dialogo con la premier italiana.

Un incontro lungo, seguito da una cena di lavoro, nel segno della volontà comune di rilanciare un rapporto bilaterale strategico, spesso segnato da incomprensioni e scambi polemici. “Verificare che si possa procedere insieme sulle questioni essenziali” è l’obiettivo indicato alla vigilia dall’Eliseo, che ha voluto sottolineare il carattere esclusivamente bilaterale della visita. Secondo fonti vicine al governo italiano, la premier avrebbe ribadito la necessità di un rapporto improntato alla “pari dignità”, chiedendo che episodi come la contestata foto di Tirana non si ripetano. Un invito alla prudenza nei gesti e nella comunicazione pubblica, se si vuole davvero ricostruire una collaborazione stabile.

Oltre all’Ucraina e al Medio Oriente, sul tavolo anche i principali dossier europei. Roma punta a rilanciare il dialogo sul Trattato del Quirinale, rimasto finora ai margini del confronto politico tra i due Paesi, ma ritenuto strategico per rafforzare la cooperazione economica e industriale, con particolare attenzione ai settori della ricerca e delle tecnologie avanzate. L’incontro ha toccato anche i temi della competitività, della difesa, dei flussi migratori e della necessità di rafforzare le relazioni transatlantiche. L’obiettivo condiviso è costruire un’Europa “più sovrana, più forte e più prospera”, anche attraverso nuove modalità di finanziamento delle priorità strategiche: un equilibrio tra fondi comuni europei e investimenti privati, secondo la visione sostenuta da Palazzo Chigi.

“L’Italia e la Francia, fedeli al loro ruolo di Nazioni fondatrici della costruzione europea, intendono rafforzare il loro impegno comune per un’Europa più sovrana, più forte e più prospera, soprattutto orientata alla pace e capace di difendere i propri interessi e di proteggere i propri cittadini” quanto si legge nel comunicato congiunto diramato al termine dell’incontro tra la Meloni e Macron: “L’incontro ha evidenziato forti convergenze sull’agenda europea per la competitività e la prosperità, da attuare in modo ambizioso e accelerato, sulla semplificazione normativa, sugli investimenti pubblici e privati, sull’energia e sulla piena applicazione del principio di neutralità tecnologica e, più in generale, sulle condizioni necessarie a far concorrere le imprese europee ad armi pari. Ciò vale anche per i settori in transizione, come l’industria automobilistica e siderurgica, che richiedono un forte impegno europeo, nonché per i settori più avanzati, come l’intelligenza artificiale, le fonti di energia decarbonizzate rinnovabili come il nucleare, e lo spazio, dove i nostri interessi bilaterali ed europei sono collegati”.

Ribadita la linea comune sull’Ucraina. “A più di tre anni dall’inizio dell’aggressione russa e all’indomani dei colloqui tra Ucraina e Russia di Istanbul, il sostegno incrollabile e senza esitazioni di Francia e Italia all’Ucraina è ancora più necessario per raggiungere una soluzione equa e duratura, presupponendo al contempo un ambizioso cambiamento di scala nella difesa europea, sia in termini di investimenti che di sostegno alla base di difesa industriale e tecnologica europea” si legge ancora nella nota comune: “L’incontro ha inoltre offerto l’opportunità di affrontare altre questioni di sicurezza di rilievo per l’Europa, in particolare in Medio Oriente e in Libia, e di coordinare le proprie posizioni in tema di relazioni transatlantiche, nonché sulla sicurezza economica e commerciale dell’Unione Europea”.

La visita di Macron rappresenta dunque un primo, concreto passo verso un riavvicinamento, reso possibile anche dalla volontà politica di superare le incomprensioni recenti. Non possono venire meno valutazioni sul contesto politico in cui il presidente francese si muove. A livello interno, l’Eliseo guarda con cautela all’imminente scadenza che potrebbe aprire la strada a nuove elezioni legislative, con un governo di minoranza che regge sull’astensione del Rassemblement National. Una variabile che Macron non può ignorare, così come la concorrenza con Marine Le Pen, oggi in difficoltà per una condanna per uso improprio di fondi europei, ma politicamente ancora molto presente. Seguiranno aggiornamenti.

Poco prima del bilaterale con Macron, Meloni aveva ricevuto il premier slovacco Robert Fico per un confronto su Gaza e sul conflitto in Ucraina. Fico ha ribadito la necessità di un cessate il fuoco e ha espresso dubbi sulla reale volontà europea di arrivare alla pace, sostenendo che “prolungare il conflitto serve solo a colpire la Russia”. La Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina, prevista a Roma a luglio, è un altro appuntamento chiave in cui l’Italia spera in una partecipazione ampia, anche da parte dello stesso presidente francese.

Franco Lodige, 4 giugno 2025

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