Cultura, tv e spettacoli

“Meloni non parla con la stampa”. Ma poi: che figura la Gruber

La conduttrice di La7 ha attaccato la premier di non voler parlare coi giornalisti. Peccato sia stata ospite da Mentana (nella sua stessa rete)

lilli gruber
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Assai raramente mi sintonizzo su La7 quando va in onda il consueto talk di mezza sera condotto da Lilli Gruber. Ciò a causa dell’evidente faziosità con cui vengono impostati i vari dibattiti. In particolare, la giornalista altoatesina, da quando Giorgia Meloni ha assunto la carica di primo ministro, manifesta una vera e propria ossessione nei riguardi di un esecutivo che, in base a suoi ragionamenti, rappresenterebbe un preoccupante esempio di governo di estrema destra. Una estrema destra che, come dimostra il titolo della puntata di Otto e Mezzo del 3 dicembre, per l’ennesima volta viene accusata di di non essersi mai del tutto affrancata dai fantasmi del passato: “Più liberi o più neofascisti?”.

In pratica, prendendo spunto dalle polemiche scaturite a seguito del boicottaggio di una ottantina di pseudo intellettuali di sinistra nei riguardi della Fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, rea di aver consentito ad una casa editrice etichettata di estrema destra, Passaggio al Bosco, di poter avere un proprio stand, la Gruber ne ha approfittato per lanciare il suo ennesimo avvertimento contro il pericolo dell’estrema destra. Tant’è che, sia Aldo Cazzullo che Nathalie Tocci, pur sostenendo la loro contrarietà ad ogni forma di censura per la libertà di pensiero, hanno però convenuto che l’Italia – caso unico in Europa a loro dire – è attualmente governata proprio dal lupo nero dell’estrema destra.

Ora, a parte l’insopportabile atteggiamento di questi personaggi, chiaramente espresso nel corso del dibattito, secondo le quali solo le maggioranze di sinistra o, al massimo, di centrosinistra rappresenterebbero una garanzia per la tenuta democratica, ma dopo oltre tre anni di governo possiamo veramente etichettare il nostro come un governo di estrema destra? “Ma mi faccia il piacere!” avrebbe risposto il grande Totò. Battute a parte, bisognerebbe avere gli occhi e le orecchie foderati di mortadella per sostenere una simile idiozia, a meno di non essere un acritico propagandista dell’attuale opposizione, la quale vede ovunque masse di facinorosi con il braccio alzato gridando all’unisono il dannunziano “Eia! Eia! Alalà!”.

Tra l’altro, la stessa Gruber ha attaccato la Meloni addebitandole il fatto di “non intervenire mai con la stampa e i giornalisti” e accusandola di voler annichilire i vari corpi intermedi di questo Paese, sindacati in testa. Ebbene, non so se per un caso fortuito, ma è proprio accaduto un paio di giorni dopo che la premier è stata ospite nientepopodimeno che di Enrico Mentana, ed ha risposto con una certa efficacia a tutte le numerose domande che il direttore del tg de La7 gli ha rivolto. Evidentemente alla povera Gruber, nella veste di pasionaria contro i presunti rigurgiti fascisti incarnati dalla Meloni, non gliene va mai una dritta.

Claudio Romiti, 7 dicembre 2025

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