Cronaca

“Mettetevi nei panni di noi poliziotti. Che doveva fare: farsi ammazzare?”

Lo sfogo di un collega dell'agente indagato per omicidio volontario dopo la morte dello spacciatore a Rogoredo

poliziotto Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Vi chiedo di mettervi nei nostri panni, nella nostra uniforme. Immaginate di trovarvi in un luogo ricco di spacciatori, coltelli, macheti, siringhe sporche di sangue e in questo caso pistole. Parliamo di un luogo frequentato da tossici, spacciatori, gente fuori dalla società, gente che non ha nulla da perdere.

Il poliziotto – specialmente durante un controllo – è al massimo dell’attenzione: deve tornare a casa indenne e, oltre la sua, deve preservare la vita di chi gli sta attorno da eventuali minacce. Quando durante un controllo hai a che fare con persone non facili da gestire e ti ritrovi un soggetto con un’arma in pugno, quella una minaccia, la tua vita e quella di tutti coloro che sono attorno a te è in pericolo. La difesa è legittima! Anche perchè quanti di voi girano con un coltello o una pistola in mano fosse anche una scacciacani?

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Fatto questo preambolo necessario torniamo a noi. La verità è che noi poliziotti siamo poco efficaci, l’efficacia la misura la legge. Bisogna rendere efficace il lavoro dei poliziotti, iniziando a tutelare gli stessi agenti sulla base normativa e pratica. La verità è che bisogna togliere dalle strade, da quel contesto tutti questi criminali, bisogna dare dei segnali forti, delle contromisure, delle scelte drastiche. Sei pericoloso? Ti sbatto dentro. Meglio 6 mesi di galera che una vita di impunità a spese della società.

Siamo vicini ai colleghi senza se e senza ma. Non renderemo vano il nostro grande lavoro per una società migliore. La sicurezza è compromessa dall’assenza di pene, la società non può essere in mano ai più violenti. I Poliziotti non saranno e non possono essere le vittime sacrificali di questo sistema!

Pasquale Alessandro Griesi, 28 gennaio 2026
*Segretario FSP Polizia di Stato

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