“Mi hanno dato un cazzotto”. Parla il prof che si è ribellato ai Pro Pal

Rino Casella a Pisa si è opposto al blitz degli studenti veri fascisti: "Libri gettati in terra, cercavano lo scontro fisico"

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professore Pisa

Si chiama Rino Casella, docente di diritto comparato, ed è il professore che ieri – durante il blitz all’Università di Pisa da parte dei Pro Pal – non si è piegato alla violenza degli studenti e ha urlato loro la verità in faccia: “Siete dei fascisti”. “Insieme a un’altra collega sono l’unico a essersi opposto alle scelte dell’Ateneo, a non schierarsi con i pro Pal – dice oggi in un’intervista a Repubblica – ma non credo sia stato un attacco deliberato contro di me. Più semplicemente, hanno visto la mia reazione e si sono mostrati per quello che sono, dei violenti”.

Il racconto di Casella è chiaro. “Era da poco iniziata la lezione, ho cercato di non farli entrare ma hanno fatto irruzione con bandiere della Palestina e megafoni. Alcuni sono saliti in piedi sulle cattedre, altri mi hanno circondato dicendomi le peggiori parole solo perché pretendevo di proseguire la lezione”. Il professore ha avuto paura che la situazione potesse degenerare. “Sono stati attimi molto concitati. Un ragazzo ha cercato di prendere una bandiera a un manifestante, l’hanno preso calci e pugni e così mi sono messo nel mezzo per fargli da scudo. Hanno colpito anche me, con un cazzotto o con una gomitata”. Non è una esagerazione. Il docente ha ricevuto una prognosi di sette giorni. “Quello che conta – insiste però – è il danno all’università tutta, al diritto all’insegnamento nel suo complesso. È accaduto qualcosa di gravissimo, questi gruppi sono lasciati senza freni, l’ateneo non sa reagire in maniera ferrea per garantire l’inviolabilità delle aule”.

Casella ieri è stato contattato telefonicamente dal ministro dell’Università Bernini per esprimere la solidarietà del governo. “Non so come, visto che c’è un referto medico, ma domani voglio essere a lavoro, lo devo a me stesso e all’istituzione che rappresento”, conclude il docente. I Pro Pal quindi sono fascisti? “Lo confermo, in che altro modo dovrei definire chi piega la volontà altrui alla propria, chi getta in terra libri e cerca lo scontro fisico?”.

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