Migrante abusa di tre donne. Niente carcere dopo aver detto: “Non conoscevo le leggi”

Polemica nel Regno Unito per la sentenza "clemente" nei confronti di un richiedente asilo condannato per tre abusi sessuali

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richiedente asilo

Un richiedente asilo siriano di 26 ann è stato condannato con pena sospesa dopo aver aggredito sessualmente tre donne mentre percorreva in bicicletta la stessa pista ciclabile di Horley, nel Surrey. Gli episodi, avvenuti tra maggio e giugno di quest’anno, sono stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza e mostrano l’uomo allungare la mano per toccare le vittime mentre passava loro accanto.

L’uomo che alloggiava presso l’hotel Four Points by Sheraton in attesa della definizione della sua domanda di asilo, lavorava in un autolavaggio a London Bridge e compiva ogni giorno lo stesso tragitto in bicicletta. Secondo il Daily Mail, l’uomo “si è avvicinato alla prima donna dopo che questa era uscita dal pub con la madre, ‘dandole una pacca sul sedere da dietro’ intorno alle 21.00 del 23 maggio”. Poi ha “afferrato e stretto il sedere di una seconda donna intorno alle 21.00 del 4 giugno”. E infine “il 12 giugno ha incrociato una terza donna in bicicletta e le ha ‘afferrato l’inguine e la zona vaginale’ intorno alle 10.45”.

È stato riconosciuto colpevole dei tre episodi di aggressione sessuale, ma il giudice del tribunale di Staines ha deciso di sospendere la pena detentiva di sei mesi per due anni, imponendo invece 200 ore di lavori socialmente utili, 40 giorni di attività riabilitativa e un ordine di prevenzione del danno sessuale.

Il provvedimento prevede inoltre che lo straniero indossi un dispositivo di monitoraggio elettronico e che non possa più usare biciclette o monopattini in luoghi pubblici, se non dotati di GPS per tracciare i suoi spostamenti.

Durante il processo, il 26enne aveva inizialmente negato le accuse, sostenendo di essere “inconsapevole delle leggi britanniche sui contatti fisici” e che i tocchi fossero avvenuti solo per evitare una collisione, a causa dei freni difettosi della bicicletta. Il giudice Julie Cooper ha però definito la sua versione “un tentativo di minimizzare il comportamento”, ricordando come l’uomo avesse mostrato atteggiamenti di scherno, alzando il dito medio a una vittima e lanciando un bacio a un’altra subito dopo le aggressioni.

Le testimonianze delle tre donne, lette in aula, hanno evidenziato il trauma lasciato dagli episodi. Una delle vittime, aggredita mentre camminava con la madre, ha raccontato di essersi sentita “violata e scioccata”, mentre un’altra ha detto di essere rimasta “arrabbiata e disgustata” dal gesto e dall’arroganza dell’aggressore, che avrebbe reagito sorridendo e insultandola. La terza donna ha riferito di essere stata toccata nelle parti intime mentre camminava vicino a un supermercato, e di aver visto l’uomo baciarsi la mano dopo l’atto.

Nel leggere le dichiarazioni, il giudice Cooper ha riconosciuto “il danno psicologico subito dalle vittime”, spiegando che una di loro ha perso la serenità di poter passeggiare da sola con le cuffie, mentre un’altra non riesce più a frequentare il centro di Horley.

L’uomo, che ha lasciato la Siria nel 2018 dopo che la sua casa era stata bombardata, è arrivato nel Regno Unito nel 2024 attraverso la Turchia. Durante l’udienza ha parlato tramite interprete arabo, limitandosi a confermare i propri dati e a chiedere come la condanna avrebbe influito sulla possibilità di rivedere la moglie e i figli rimasti in un campo profughi.

Nonostante la condanna non preveda la detenzione immediata, il caso ha suscitato forti reazioni pubbliche per la clemenza della sentenza e per la giustificazione addotta dall’imputato, che ha detto di non conoscere le leggi britanniche. Le autorità giudiziarie hanno ribadito che la sospensione della pena è subordinata al rispetto rigoroso di tutte le condizioni imposte, e che qualsiasi violazione comporterà la revoca immediata del beneficio e la detenzione effettiva.

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