Migranti, per i radical chic sono merce

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Ho letto il documento firmato dai 28 a Bruxelles. Lo confesso, ho trovato sciatti i successivi commenti nostrani, allora mi sono rifugiato in quelli svizzeri. La Svizzera, la sua scelta, grazie alla democrazia diretta, l’aveva fatta tanti anni fa: sì ai rifugiati da guerre certificate (Convenzione di Ginevra), no assoluto ai migranti economici, salvo quelli, selezionati, che possono essere integrati,  garantendo loro lavoro, casa, scuole.

La stessa modalità seguita in America a inizio Novecento per i miei nonni-zii. Avendo la Svizzera, nei fatti, rifiutato le logiche del ceo capitalism, e mantenute le regole del capitalismo classico (pieno impiego, ergo alte retribuzioni, l’opposto della disoccupazione pilotata per avere mano d’opera a sempre più basso costo) ha blindato i suoi confini, pianificando gli ingressi: unico modo per garantite la legalità. Ciò che persegue Donald Trump. Lo farà anche l’Europai?

Dalla lettura del documento confermo il mio giudizio a caldo: l’Europa, nell’execution, è rimasta quella delle Nazioni, il resto è fuffa macroniana. Perché i migranti, giusto o sbagliato che sia, la maggioranza assoluta dei cittadini non li vuole più, peggio la loro presenza li converte in populisti. Di ciò si lagnano solo quelli che abitano nei Quadrilateri, nelle Capalbio, nei parigini XVI°-VIII°-III°, in Knightsbridge. Da costoro vengono ancora considerati una merce: vedi lo scambio osceno del duo Emma Bonino-Matteo Renzi con Angela Merkel di anni fa. Tutti i migranti raccattati in mare (business in joint-venture Scafisti-Ong), portati sulla terra ferma (business delle Coop rosse, bianche, rosa) sono stati scambiati con la mitica “flessibilità renziana” (business del Pd e di +Europa, nelle urne poi rivelatosi un disastro cosmico).

Si può dare qualsiasi giudizio sul Governo Conte ma il non aver accettato quell’osceno scambio gli è valsa perenne riconoscenza. Il terrore era finire come la Grecia, ridotta a vegetale dalla Troika (come fu per la povera Rosemary Kennedy fatta lobotomizzare dai suoi cari). La Grecia, incredibile ma vero, si presta a prendere un certo numero di poveracci dalla (ricchissima) Germania, solo per far sopravvivere il IV° Governo Merkel. Che tristezza.

La parola chiave (o segnale debole) del documento è un avverbio, “volontariamente”, la locuzione chiave è “centri controllati”. L’avverbio è servito per ottenere la firma all’unanimità, (tutti d’accordo, nessuno d’accordo), il secondo era l’idiota trappola macroniana per tornare all’osceno scambio: quattrini a Italia, Spagna, Grecia, Malta, in cambio del ruolo di kapò nei campi di concentramento dei “migranti esodati” da allocare nei rispettivi paesi. I “socialisti” Pedro Sanchez e Alexis Tsipras hanno subito l’osceno negozio, il “populista” Giuseppe Conte, no. La Sicilia è salva.

Grazie all’avverbio di cui sopra, poiché la Francia di Emmanuel Macron ha dichiarato che terrà “volontariamente” chiusi i suoi porti alle navi dei migranti, così faranno Malta e Italia. E tutti, volenti o nolenti. dovremo tacere.

Essendo quello dei migranti un grande business dobbiamo attenderci un periodo di riposizionamento strategico dei vari attori, e per capirne i trend futuri, dobbiamo ragionare in termini di management.

1. Stante l’ammontare della redditività strutturale dell’accoglienza (“i migranti rendono più della droga”) prepariamoci a campagne politiche e di stampa contro il governo Conte as alzo zero per mantenere aperti i porti, ergo i flussi delle cosiddette “risorse” (ha già cominciato Roberto Fico). Prima di perdere una tale massa di quattrini costoro lotteranno con qualsiasi mezzo, lecito e illecito (foto e storie di naufragi saranno particolarmente gradite, vere o fake poco importa, provvederanno i media di regime, se del caso  a ritoccarle).

2. Business delle Ong acquatiche. Con i porti italiani e maltesi chiusi, l’ottimizzazione del business va a farsi benedire: più costi, ricavi bloccati. Gli armatori (occulti) dovranno decidere fra: a) Nuovi investimenti sul vecchio modello; b) Un nuovo modello di business innovativo.

3. Business degli scafisti. Essendo in filiera e in joint-venture intellettuale con le Ong acquatiche hanno gli stessi problemi, inoltre vista la posizione di chiusura di Malta e dell’Italia i migranti non saranno più disposti a pagare il trasporto a prezzi di mercato, ovviamente più alti pur con tempi-rischi maggiori. Finirà che gli scafisti saranno costretti a spostare gli imbarchi verso ovest, stante che solo la Spagna avrà porti aperti.

Se mi metto nei panni di chi ai vertici del “grande gioco” dei migranti economici in Europa studia l’ottimizzazione di sistema, secondo il principio organizzativo basico “Obiettivi-Strategie-Uomini”, da professionista del settore vedo una sola soluzione: abbattere il Governo Conte, abbattere Salvini, abbattere Di Maio. Con ogni mezzo. E farlo in fretta.

Riccardo Ruggeri, 2 luglio 2018

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