Milano Quotidiano

A Milano c’è un tesoro che vale potenzialmente 1,3 miliardi di euro

Rottamazione quinquies: una opportunità che Sala non vuole cogliere. A torto, secondo Forza Italia. De Pasquale: "Tributi e multe non riscossi, risorse che potrebbero essere usate per la città"

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Un tesoro che vale potenzialmente 1,3 miliardi di euro
. Ma che il Comune di Milano sta deliberatamente lasciando al banco. Il nome in codice è “rottamazione quinquies“. Ovvero l’opportunità offerta nella Finanziaria 2025 di saldare senza aggravi i tributi e le multe notificati tra il 2020 ed il 2023 ed ancora pendenti. Per i cittadini interessati, un chiaro vantaggio perché non andrebbero a pagare interessi di mora e sanzioni aggiuntive. Per le casse pubbliche, la possibilità di un benefico flusso di entrate, utile anche a ridurre la voce dei crediti inesigibili che va ad appesantire ogni anno i bilanci.

Di quali cifre stiamo parlando? Per il Comune di Milano si tratta di 330 milioni ogni anno, tra Imu, Tari, tasse di soggiorno e sanzione del codice della strada. Per i quattro anni in oggetto, si raggiunge la cifra di 1,3 miliardi di euro. Devono però essere i singoli Comuni ad attivarsi, aderendo al provvedimento messo a disposizione dal Governo. I tempi sono stati prorogati al 31 luglio. Ma da Milano, come da Firenze e Bologna, non giungono segnali. Diversamente da altri città come Roma, Torino, Napoli, Genova che stanno invece mobilitandosi. Una scelta che può apparire incomprensibile ma che ha le sue motivazioni. Quali? In primo luogo il ragionamento fatto a Palazzo Marino dai tempi di Pisapia è etico e culturale: sanatorie e condoni sarebbero un incentivo all’evasione. Il cittadino è portato a non pagare subito, fiducioso che prima o poi una soluzione conveniente arriverà. Il secondo motivo è più tecnico: Milano non si affida all’Agenzia delle Entrate per la riscossione dei crediti, ma ai propri stessi uffici. Con quali risultati? La riscossione coatta esercitata dal Comune porta a recuperare circa 10 milioni all’anno. Una piccola parte dunque di quello che potrebbe essere recuperato.

 

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E’ convinto che si potrebbe fare di più Fabrizio De Pasquale, vicesegretario cittadino di Forza Italia. Che spiega: “Ogni anno il Comune mette a bilancio crediti inesigibili per 330 milioni. Fosse anche solo il 5% di tale somma ad essere recuperata, entrerebbero dai 60 ai 70 milioni di euro. Risorse che potrebbero essere liberate ed utilizzate ad esempio per gli straordinari della Polizia locale o per le corse notturne della metropolitana”. L’ostacolo tecnico del conflitto di competenze con l’Agenzia delle Entrate, argomenta De Pasquale, potrebbe essere superato: “E la macchina comunale si alleggerirebbe dei costi legati all’invio delle cartelle, alle ingiunzioni, ai fermi amministrativi, alle attività di riscossione”.

Per l’esponente azzurro non regge nemmeno l’obiezione “etica” del Comune: “Non si premiano gli evasori, la tassa verrebbe pagata integralmente. Inoltre, così si crea una discriminazione in termini di opportunità tra cittadini milanesi e di altre città. Teniamo infine conto del fatto che il periodo interessato è quello che va dall’emergenza Covid allo shock energetico dovuto allo scoppio della guerra in Ucraina. Tra chi non ha pagato ci sono sicuramente tante persone che in quel momento non ne avevano la possibilità”. A breve Forza Italia formalizzerà con una mozione in consiglio comunale l’appello ad aderire alla rottamazione.

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