Analisi politiche divergenti tra due ex di peso della Camera dei deputati. E’ scontro tra l’istrionico Amedeo Laboccetta – grande tessitore di rapporti, al punto tale da arrivare a scrivere un libro dedicato a Silvio Berlusconi sull’importanza degli incontri che ti cambiano la vita – e l’ex questore alla Camera Antonio Mazzocchi oggi Presidente del Movimento dei Cristiano Riformisti, sul futuro del centrodestra.
Laboccetta è attratto dalle sirene del generale Vannacci e vorrebbe convincere Giorgia Meloni a fare un accordo con lui in vista delle Politiche del 2027. “Anche nel ‘94 non fu facile far digerire la Lega al Msi – scrive Laboccetta – Ma il pragmatismo di Berlusconi, l’astuzia di Bossi e la lungimiranza di Tatarella riuscirono nel miracolo di disegnare, attraverso due distinte coalizioni, l’embrione del futuro centrodestra. È tempo ora di dimostrare analoga saggezza e maturità politica. I numeri, del resto, ci dicono che senza l’apporto del Generale la Meloni rischia di dover dire addio a Palazzo Chigi”.
Gli risponde in modo drastico l’on. Mazzocchi con una lettera aperta: “Caro Amedeo, il tuo parallelismo tra la storica intuizione di Tatarella e l’ipotesi di una alleanza con Vannacci rischia di offendere la memoria e l’intelligenza di un maestro della destra di governo. Tatarella, Bossi, Berlusconi e Fini pur nelle loro differenze, condividevano un nucleo fondamentale di valori alternativi alla sinistra. Vannacci, al contrario, ha già dimostrato una pericolosa ambiguità tattica, dichiarandosi persino aperto a votare con la sinistra su determinati temi economico-sociali pur di destabilizzare il quadro politico.
Non dimenticare che Giorgia Meloni ha portato Fratelli d’Italia dal 3% al 27% intercettando il voto di milioni di elettori moderati, conservatori e pragmatici. Seguire la tua proposta significherebbe ricacciare il partito nel recinto di un radicalismo isolato, facendolo precipitare nuovamente al 10%, che è esattamente ciò che Vannacci spera per fare spazio alle sue insidiose e improbabili alleanze. Meloni vincerà le elezioni del 2027 solo in un modo: governando. La sfida si vince affrontando e risolvendo i problemi economici reali delle famiglie e delle imprese, disinnescando così lo stato emotivo su cui speculano le promesse populiste e irrealizzabili di Vannacci. La destra vince se resta seria, non se insegue le provocazioni”.
Gli contro-risponde Laboccetta: “Caro Antonio, perdonami ma non hai buona memoria. Dovresti infatti ricordare i proclami del Bossi del ‘94 a base di “bergamaschi armati”, di insulti a “Roma ladrona” e al “Sud mafioso” per tacere della “porcilaia fascista” e via offendendo. Per fortuna non si offese nessuno e tanto Berlusconi quanto Tatarella fecero prevalere l’interesse a governare sulle pur corpose differenze. È quel che ho auspicato possa succedere anche ora. Vannacci è un problema? Certo, ma se volevamo evitare le rogne ce ne saremmo andati al catasto invece che in Parlamento. Ho auspicato il raggiungimento di un accordo sui punti condivisi, che pure ci sono. Tutto qui. E non mi pare di aver offeso la memoria di alcuno”.
Che dire? Se son rose fioriranno.
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


