Milano Quotidiano

“Andrea commentava un podcast”: Garlasco, così la difesa di Sempio prova a spiegare i monologhi in auto

I legali del 38enne puntano a contestualizzare il soliloquio registrato in auto: "Non è una confessione. Prima ascoltiamo gli audio, poi daremo giudizi"

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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La difesa di Andrea Sempio prepara la controffensiva sulle intercettazioni ambientali finite al centro della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Secondo quanto emerso, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia stanno lavorando per recuperare il podcast che il 38enne stava ascoltando il 14 aprile 2025, giorno in cui una microspia installata nella sua auto registrò alcune frasi ritenute dagli inquirenti potenzialmente autoaccusatorie. Le parole attribuite a Sempio, emerse dopo l’interrogatorio in cui si è avvalso della facoltà di non rispondere, vengono considerate dalla Procura di Pavia un possibile indizio sul movente dell’omicidio. Ma la difesa respinge questa lettura.

In un’intervista al Corriere della Sera, l’avvocato Liborio Cataliotti invita alla prudenza: “Andiamoci cauti prima di trarre conclusioni. A noi è stato letto in modo sommario il testo di un audio. Il testo ci verrà dato venerdì, ma prima di dare giudizi vogliamo sentirli questi audio”.

Gli avvocati di Andrea Sempio: “Non è la pistola fumante”

Anche l’avvocata Angela Taccia ridimensiona il peso delle captazioni: “Non è la pistola fumante. Cosa volevano che confessasse? Non può confessare quello che non ha fatto”. Secondo la ricostruzione della difesa, quelle pronunciate da Sempio sarebbero state soltanto riflessioni confuse nate dall’ascolto di un podcast dedicato proprio al caso Garlasco. Una sorta di ragionamento ad alta voce, e non un’ammissione. “Sono dei soliloqui in cui lui parla di un presunto colloquio con Chiara che gli inquirenti riconducono alle telefonate del 7 e 8 agosto“, spiega ancora Cataliotti al Corriere. “Si tratta di capire se è una confessione o se stava solo riproducendo accuse che gli vengono rivolte”.

“Andrea scimmiottava accuse sentite nei media”

La linea difensiva insiste sulla necessità di contestualizzare il contenuto delle registrazioni. “Dice: sentiamo e si capirà che stavo scimmiottando accuse che mi venivano lanciate e dove io mimavo le varie parti“, racconta il legale riferendo la versione del suo assistito. Secondo quanto spiegato dall’avvocato, Sempio avrebbe sostenuto di aver pronunciato quelle frasi commentando ipotesi investigative ascoltate in una trasmissione audio: “Dice che se le ha dette lo ha fatto per commentare un’ipotesi di accusa che pare avesse sentito in un podcast”. Per la Procura di Pavia e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, invece, quelle intercettazioni avrebbero un significato ben diverso. Gli inquirenti ritengono infatti che Sempio abbia parlato di un tentativo di approccio verso Chiara Poggi, respinto dalla ragazza, e della visione di video intimi della giovane insieme ad Alberto Stasi. Circostanze che il 38enne continua però a negare con decisione.

“Sapeva di essere intercettato”

Per la difesa resta inoltre illogico pensare a un’autoconfessione spontanea. “Lui all’epoca sapeva di essere indagato e sapeva che in passato lo avevano intercettato“, osserva Cataliotti. “Sarebbe veramente strano che potesse aver fatto un riferimento del genere autoaccusandosi”. Gli avvocati contestano anche la qualità delle trascrizioni, che conterrebbero numerosi passaggi classificati come “non comprensibile”. Intanto gli investigatori considerano quelle captazioni un ulteriore tassello del quadro accusatorio, insieme agli altri elementi della nuova indagine: le consulenze sulla scena del crimine, il Dna trovato sotto le unghie della vittima, la traccia palmare 33 e il presunto falso alibi dello scontrino. Cataliotti però frena: “Aspetto ancora che qualcuno riesca a collocare Sempio sulla scena del crimine. Su quella scena c’è un’impronta che è sicuramente dell’assassino. Quella traccia è incompatibile con il piede di Sempio, che è più grande”.

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