Il capitolo dell’inchiesta sugli arbitri che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi si avvia verso l’archiviazione. Il pubblico ministero di Milano Maurizio Ascione ha infatti firmato la relativa richiesta, al termine di una giornata di confronti con l’aggiunto Paolo Ielo, coassegnatario del fascicolo, e con il procuratore Marcello Viola. La decisione è maturata nella serata di martedì, dopo una serie di faccia a faccia negli uffici della Procura milanese. Ascione, che da giovedì passerà alla Procura europea, fino a poche ore prima avrebbe mantenuto una posizione diversa rispetto a quella dei vertici dell’ufficio.
Gli elementi ritenuti insufficienti per sostenere l’accusa
Al centro dell’indagine, aperta da quasi due anni per l’ipotesi di frode sportiva, c’erano le assegnazioni arbitrali effettuate da Rocchi, che secondo l’originaria impostazione investigativa avrebbe agito in concorso “con esponenti” dell’Inter. Gli elementi raccolti, tuttavia, non sono stati ritenuti sufficientemente solidi per sostenere l’accusa in un eventuale processo. Da qui, riferisce Ansa, la scelta di chiedere l’archiviazione della posizione del designatore.
Il filone sulla sala Var passa a Monza
Resta invece aperto il capitolo relativo alle presunte “bussate” alla sala Var di Lissone. Per questi episodi gli atti saranno trasmessi alla Procura di Monza, competente per territorio. La documentazione dell’inchiesta verrà inoltre inviata alla giustizia sportiva, che dovrà valutare l’eventuale sussistenza di illeciti disciplinari.
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