Si allargano i contorni dell’inchiesta della Procura di Milano che giovedì 6 agosto ha portato all’arresto di cinque appartenenti alla Polizia Locale di Milano: la commissaria Ilenja Sabato e gli agenti Denni Dileo, Mattia Rignanese, Rosario Piscopo e Vincenzo Compagnone (quest’ultimo 54enne già a processo per le lesioni inflitte a Bruna, la donna transessuale colpita a manganellate nel maggio 2023).
Nelle oltre sedici pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Elio Sparacino, il giudice definisce gli indagati come “infedeli servitori dello Stato” incapaci di fermarsi anche dopo le prime segnalazioni. Gli accertamenti coordinati dal pm Giovanni Tarzia hanno ricostruito la minuziosa pianificazione del falso blitz del 16 luglio scorso: la squadra si è spostata verso Corsico con due auto civetta, di cui una “affidata senza alcun titolo” all’acquirente assoldata per incastrare il pusher. L’operazione, avvenuta nel parcheggio di viale Liberazione, è stata poi falsata nei verbali per farla apparire eseguita a Milano, sottraendo 1.450 euro in contanti alla vittima e attribuendogli una finta resistenza a pubblico ufficiale.
L’ombra dei complici dietro il blackout della telecamera
A rendere ancora più cupo il quadro dell’indagine è il capitolo dedicato al giallo della telecamera comunale all’incrocio tra via Ludovico il Moro e via Santi Ferrando. L’occhio elettronico del Comune di Milano, che avrebbe dovuto inquadrare la scena, è risultato girato verso la periferia per tutto il tempo dei fatti, tornando a funzionare esattamente 51 minuti dopo. Per il magistrato è un segnale inequivocabile: la telecamera ha ripreso ad operare “grazie a un comando dato da remoto”, dimostrando che la squadra godeva di “supporti e complicità di ulteriori soggetti” pronti a coprire le operazioni illecite.
L’ordinanza cita inoltre un secondo episodio sospetto risalente al 2 agosto scorso, in cui la squadra avrebbe contraffatto un ennesimo verbale di cessione di droga, a riprova di un “pericolo concreto di reiterazione del reato”. Gli interrogatori di garanzia per tutti e cinque gli indagati sono fissati per la giornata di venerdì 7 agosto nel carcere di San Vittore.
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(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)


