C’è Avanti!. E poi c’è stato L’Avanti!. Sembrano la stessa cosa, ma non lo sono affatto. E forse, prima di evocare gloriose tradizioni socialiste, converrebbe distinguere almeno le testate. L’Avanti! di Valter Lavitola nasce infatti nel 1996, un paio d’anni dopo la fine del PSI, ed era un quotidiano diverso dallo storico Avanti!, fondato nel 1896 e organo ufficiale del Partito Socialista Italiano fino alla dissoluzione del partito.
Cent’anni di differenza non sono proprio un dettaglio tipografico.
Lo storico Avanti! fu il giornale di una parte fondamentale della storia politica italiana: sulle sue pagine passarono battaglie sociali, scontri ideologici, grandi firme e direttori destinati a segnare il Novecento. L’Avanti! di Lavitola era un’altra testata, pubblicata dalla cooperativa International Press, che dal 2003 si richiamò esplicitamente al socialismo ma si collocò politicamente vicino al centrodestra e a Silvio Berlusconi. Una parentela ideale rivendicata, insomma, non una continuità storica da dare per scontata. E anche le vicende successive furono decisamente diverse: quelle del giornale di Lavitola finirono per intrecciarsi con inchieste giudiziarie e con la controversa vicenda dei contributi pubblici all’editoria.
Morale: Avanti! e L’Avanti! non sono sinonimi. Uno nasce nel 1896 con Bissolati ed è un pezzo della storia del socialismo italiano; l’altro nasce un secolo dopo con Lavitola.
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