Milano Quotidiano

Basket, RedBird favorito per la franchigia NBA a Milano, in accordo con Varese

Entro l'estate Milano saprà quale delle due offerte presentate dalle cordate guidate da OakTree e RedBird sarà stata accolta da NBA Europe

(immagine realizzata con l'intelligenza artificiale)
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Entro l’estate Milano saprà quale delle due offerte presentate dalle cordate guidate da OakTree e RedBird sarà stata accolta da NBA Europe, la nuova lega professionistica del basket importata da oltre oceano nel vecchio Continente. La nuova lega, secondo gli organizzatori, partirà nell’ottobre 2027 con 12 città che avranno un posto fisso e altre 4 squadre a rotazione in base ai risultati delle competizioni europee della FIBA, la federazione internazionale del basket.

Esclusa dunque l’Eurolega, da undici anni di fatto la sorella minore della NBA, un campionato professionistico a 18 squadre, disputato con posto fisso dall’Olimpia Milano dal 2016 e dalla Virtus Bologna dal 2022, e destinato ad allargarsi a possibili altre due realtà italiane, una a Napoli e una Roma. L’Eurolega però comprende club storici del nostro basket continentale legati a metropoli non considerate attrattive dagli americani, ovvero Belgrado, con Partizan e Stella Rossa, Kaunas con lo Zalgiris e una presenza fissa di tre squadre di Atene e altrettante di Istanbul che andrebbero ridotte a una sola per metropoli.

C’è poi una grande differenza economica all’orizzonte: nei suoi programmi la NBA Europe distribuirà annualmente fino al 2031 la cifra stellare di un miliardo previsto di introiti tra diritti televisivi e merchandising alle squadre partecipanti per garantire il pareggio di bilancio.

Oltre a Milano le altre città selezionate per la NBA Europe come fisse sono Roma, Londra, Manchester, Parigi, Lione, Madrid, Barcellona, Berlino, Monaco di Baviera, Istanbul e Atene. Con il progetto di agganciare le franchigie a una realtà calcistica già seguita da milioni di fan, facile da realizzare per le polisportive già esistenti come Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco, le stesse squadre di Atene e Istanbul, tutte appunto polisportive con lo stesso nome e gli stessi colori nel calcio e nel basket. Più complicato a Londra (con almeno sei squadre di vertice metropolitane) e a Manchester tra United e City, e pure a Parigi dove dopo anni è tornato il derby calcistico tra PSG e PFC aventi proprietà rivali del Qatar e del Bahrein.

Tanta confusione anche sotto il cielo italiano. Soprattutto a Roma dove due distinte cordate americane hanno dato vita dal nulla a due nuove compagini (totalmente prive di tifosi), il Basket Club Roma SPQR e la Maxima Roma, che hanno acquisito i diritti sportivi di Cremona e Brescia: faranno la prossima serie A in due palasport diversi, il PalaTiziano (quest’ultimo da appena tremila posti, dunque non idoneo) e il PalaEur, partendo appunto senza un tifoso e con la concorrenza della storica e ambiziosa Virtus Roma rimasta in B dopo aver perso a giugno lo spareggio per la A2.

A Milano il fondo OakTree avrebbe un’intesa con l’Olimpia, che però non intenderebbe abbandonare l’Eurolega, poi c’è la cordata di RedBird, ritenuta la era favorita per conquistare il posto milanese della NBA.

Il progetto di Cardinale e del suo fondo però esulerebbe dai confini milanesi: con un accordo già raggiunto fa tempi con i vertici dell’attuale Pallacanestro Varese, nelle mani dell’ex giocatore NBA, l’argentino Luis Scola, il progetto sarebbe quello di avere una squadra nella serie A italiana, requisito imprescindibile per la NBA, che resterebbe Varese, che potrebbe continuare a giocare con il proprio nome e i propri colori nello storico palasport varesino di Masnago, e la collegata squadra NBA che giocherebbe a San Donato, in un un nuovo impianto da realizzare con un investimento complessivo vicino ai 500 milioni. Milano si ritroverebbe così ad avere tre enormi arene (da oltre 40mila posti) tra Assago, il Forum, Rogoredo, l’Arena di Santa Giulia, e appunto San Donato.

E avrebbe tre squadre, ovvero l’Olimpia in A e in Eurolega, l’Urania attualmente in A2 (gioca all’Allianz di piazzale Stuparich, l’ex Palalido) con ambizioni da promozione in A, e la nuova realtà NBA. Che però, come avviene anche negli USA, potrebbe assumere una denominazione regionale (Lombardy?) o simbolica dell’area occidentale lombarda. Ipotesi tutt’altro che remota, al momento. Possibile che nel primo anno di attività la nuova realtà NBA cerchi casa all’Arena Santa Giulia (non facile), in attesa di realizzare il nuovo palace a San Donato.

Intanto il commissioner NBA, Adam Silver, che sta incontrando fondi e imprenditori a margine delle partite dei Mondiali di calcio, rilancia con ottimismo: “Abbiamo riscontrato un enorme interesse da parte di diverse città europee, incluse città per le quali non avevamo richiesto candidature. E stiamo finalizzando le candidature per un primo gruppo di città. Le cose stanno andando come speravo”.

Pertanto Milano, tra un anno, potrebbe avere tre squadre di basket professionistiche e nel giro di pochi anni addirittura tre maxi impianti per la pallacanestro e gli sport indoor, concentrati in un arco di dieci km di tangenziali, anche se l’Arena di Santa Giulia, utilizzata per le Olimpiadi, non ha nei suoi progetti di ospitare eventi sportivi, se non eccezionalmente.

 

 

 

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