Milano Quotidiano

Bimba di due anni morta dopo il ricovero per un mal di pancia, aperta un’inchiesta per omicidio colposo

La piccola era stata portata al pronto soccorso di Rho per forti dolori addominali e nausea. Poi il peggioramento, l'arresto cardiaco e il trasferimento al Buzzi. L'inchiesta sarà aperta per omicidio colposo

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La morte della bambina di due anni deceduta all’ospedale Buzzi di Milano apre ora un doppio fronte di accertamenti. Da una parte la Procura di Milano, che procederà per omicidio colposo per ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso. Dall’altra Regione Lombardia e Ats Città Metropolitana, che hanno disposto una commissione di verifica sul percorso sanitario seguito dalla piccola. La bambina, secondo quanto ricostruito, non aveva particolari problemi di salute. Nelle ore precedenti al ricovero aveva però iniziato ad accusare forti dolori all’addome e nausea. Dopo l’indicazione del medico di famiglia, i genitori l’avevano accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Rho, dove era stata presa in carico dai pediatri e sottoposta agli accertamenti e alle prime terapie.

Il rapido peggioramento e la corsa al Buzzi

La situazione è precipitata nel giro di poche ore. La bambina ha avuto un arresto cardiaco e, una volta stabilizzata, è stato deciso il trasferimento d’urgenza all’ospedale Buzzi di Milano. Qui è arrivata nella tarda serata di martedì in condizioni già gravissime. Nonostante i tentativi dei medici di salvarle la vita, nella mattinata di mercoledì 9 settembre è stata dichiarata morta. È stata la direzione del Buzzi, struttura che fa capo all’Asst Fatebenefratelli-Sacco, a trasmettere la segnalazione alla magistratura per consentire tutti gli accertamenti del caso.

L’autopsia e le verifiche sui medici

L’indagine è coordinata dalla pm Rosaria Stagnaro insieme al procuratore aggiunto Roberto Piscitello. La Procura acquisirà la documentazione clinica relativa alla bambina, comprese diagnosi, esami, terapie e tempistiche degli interventi effettuati. Una volta completata una prima ricostruzione, potranno essere iscritti nel registro degli indagati, come atto di garanzia, i medici che hanno seguito la piccola. Sarà inoltre disposta l’autopsia, passaggio centrale per chiarire le cause della morte. L’esame dovrà anche aiutare a stabilire se il peggioramento delle condizioni fosse prevedibile e se il quadro clinico fosse stato correttamente valutato nelle ore precedenti al trasferimento a Milano.

La commissione di Regione e Ats

Parallelamente si muove anche Regione Lombardia. La Direzione generale Welfare e Ats Città Metropolitana di Milano hanno istituito una commissione incaricata di verificare il protocollo adottato e il percorso seguito dalla bambina. “Si tratta di un evento estremamente doloroso – ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – di fronte al quale esprimo la più sincera vicinanza alla famiglia. Abbiamo chiesto che la vicenda venga approfondita in ogni suo aspetto e che siano verificate con attenzione le procedure adottate e il percorso seguito dalla bambina”.

Saranno dunque l’autopsia, le cartelle cliniche e le verifiche interne a chiarire cosa abbia determinato il repentino aggravarsi delle condizioni della piccola e se siano emersi errori o responsabilità nel percorso di cura.

 

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