Caos urbanistica a Milano, pochi giorni fa la pm Marina Petruzzella ha chiesto la confisca della Torre Milano e la condanna di otto persone tra dirigenti e costruttori coinvolti in presunti abusi edilizi e lottizzazione abusiva. Una richiesta che non fa che aggiungere incertezze ad una situazione già ampiamente nebulosa. Ne abbiamo parlato con Filippo Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese che riunisce centinaia di residenti milanesi finiti loro malgrado coinvolti nelle vicende: “Siamo totalmente sconcertati: non pagano né l’operatore, né l’amministrazione comunale, ma i cittadini. La politica? Si prenda le proprie responsabilità, serve una legge nazionale e che la voti tutto l’arco parlamentare”. L’INTERVISTA
Borsellino, la Pm Petruzzella ha chiesto la confisca di Torre Milano in caso di condanne definitive. Qual è stata la vostra reazione?
La nostra è stata una reazione di totale sconcerto. Con la confisca non paga né l’amministrazione né l’operatore. Ma pagano solamente i cittadino, i nuclei familiari. E paga chi ha comprato la casa prima dell’inizio delle indagini, quindi totalmente in buona fede, e che si ritrova ad essere l’unico condannato in questa situazione.
La Procura ha parlato anche di “enorme abuso edilizio”. Che effetto vi fa sentir descrivere in questo modo il luogo dove vivete?
Credo che la maggior parte di questi interventi siano stati realizzati seguendo logiche di rigenerazione urbana. Torre Milano è un luogo che ospita 120 nuclei familiari, e sono persone che portano un certo tipo di benessere economico. In quartieri come questo nascono anche nuovi posti di lavoro e condizioni economiche favorevoli.
In questi mesi, molti cantieri e molti progetti si sono fermati. Avete la percezione di una città bloccata?
Non è una percezione. La città è bloccata. Il nostro comitato raggruppa tre categorie di persone. Chi ha il cantiere sotto sequestro, chi ha la casa sotto inchiesta e chi ha acquistato una casa sulla carta ma è bloccata negli uffici comunali. Ed è bloccata perché i funzionari pubblici non vogliono firmare. La realtà è che la legge è poco chiara. Quando hai la Procura che ti sequestra un immobile e poi il Gip che lo dissequestra, è chiaro che siamo di fronte a una situazione poco chiara.
Com’è cambiato il vostro rapporto con il Comune di Milano nell’ultimo anno?
Noi incontriamo ogni mese la vicesindaca Scavuzzo. Detto questo, io credo ci sia un grandissimo assente che è il sindaco Sala, il quale dovrebbe essere il primo a martellare il governo affinché venga fatta una legge. Il primo cittadino è lui, ed è lui che dovrebbe auspicare questa legge.
E per quanto riguarda il governo nazionale?
In tutti gli incontri istituzionali che abbiamo avuto con tutti i soggetti coinvolti è emersa un’unica soluzione: la legge nazionale. Non viene fatta per questioni politiche, perché si ha paura di spendere un credito politico. Ma fare politica vuol dire prendersi responsabilità. E se i politici non vogliono prendersi responsabilità, andassero a fare un altro mestiere. Penso che questa legge dovrebbe essere votata da tutto l’arco parlamentare.
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