Carmelo Cinturrino non fa più parte della Polizia di Stato. L’ex assistente capo in servizio al commissariato Mecenate è stato destituito con un provvedimento firmato il 20 maggio dal capo della Polizia Vittorio Pisani e notificato due giorni dopo nel carcere in cui è detenuto. Cinturrino è accusato dell’omicidio di Abderrahim Mansouri, avvenuto nel gennaio scorso. La contestazione è quella di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Secondo l’impostazione degli inquirenti, la vicenda non si esaurirebbe però nel delitto. All’ex poliziotto vengono contestati anche altri reati, tra cui lesioni e fatti connessi allo spaccio di droga, maturati nell’ambito della presunta gestione di alcuni pusher attivi nel bosco di Rogoredo.
Le indagini disciplinari della Questura
Secondo quanto riferisce il Corriere, la destituzione è arrivata al termine dell’inchiesta disciplinare condotta dalla Questura di Milano sotto la direzione del questore Bruno Megale. La decisione si fonda anche sugli elementi raccolti nell’indagine penale coordinata dal pubblico ministero Giovanni Tarzia e affidata alla Squadra mobile di Milano. Il procedimento giudiziario resta in corso e le accuse dovranno essere vagliate nelle sedi competenti, ma sul piano amministrativo la Polizia ha già disposto la misura più grave: l’espulsione definitiva dal Corpo.
Gli undici secondi in cui Cinturrino ha sparato a Mansouri
Gli ultimi accertamenti disposti dalla Procura di Milano hanno ristretto a soli 11 secondi la finestra temporale in cui Carmelo Cinturrino, ex assistente capo di Polizia destituito lo scorso 20 maggio, avrebbe esploso il colpo che il 26 gennaio uccise Abderrahim Mansouri durante un controllo antidroga nel boschetto di Rogoredo. In un primo momento lo sparo era stato collocato tra le 17.33.02, quando la vittima effettuò uno screenshot sul proprio telefono, e le 17.33.40, quando le telecamere ripresero un collega di Cinturrino correre verso l’auto per raggiungere il commissariato e recuperare una pistola scacciacani, che secondo l’accusa sarebbe poi servita ad alterare la scena. Le nuove verifiche hanno invece circoscritto l’episodio tra le 17.33.02 e le 17.33.13. L’inchiesta, coordinata dal pm Giovanni Tarzia, vede Cinturrino indagato per omicidio e, insieme ad altri sei agenti, per una lunga serie di ipotesi di reato: 47 contestazioni complessive, tra favoreggiamento, omissione di soccorso, rapina, spaccio, concussione e falso. Le indagini, che dovrebbero chiudersi dopo l’estate, proseguono sia sul fronte dell’uccisione sia su quello delle presunte attività illecite della “squadretta” guidata dall’ex poliziotto.
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